Film stasera sulla tv in chiaro: A 30 SECONDI DALLA FINE di Andrei Konchalovsky (lun. 29 sett. 2014)

A 30 secondi dalla fine, Rai Movie, ore 23,10.
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Il regista di 'A 30 secondi dalla fine' Andrei Konchalovski a Venezia 2014 con il leone d'argento vinto per il suo 'Le notti bianche del postino'

Il regista di ‘A 30 secondi dalla fine’ Andrei Konchalovski a Venezia 2014 con il leone d’argento vinto per il suo ‘Le notti bianche del postino’

Lo amo parecchio. Il più bel disaster movie di treni & binari insieme a Cassandra Crossing (e a Unstoppable di Tony Scott, che è un omaggio a entrambi. Certo, nella lista si dovrà pur inserire il recente e bellissimo sud-coreano Snowpiercer). Due evasi da un carcere in Alaska prendono al volo un convoglio ferroviario. Gli va malissimo, visto che il conducente muore infartuato e il treno corre impazzito senza che nessuno riesca a stopparlo. Si ritrovano intrappolati e avviati verso l’inevitabile schianto. Che fare? Tesissimo, di grandissima suspense, e intorno un paesaggio cupo e ghiacciato che rende il racconto ancora più ansiogeno. Il russo Andrei Konchalovsky nel suo miglior risultato americano (1985). Un disaster movie che verrà copiato e replicato molte volte. Soggetto nientemeno che di Akira Kurosawa! Occhio, il protagonista è Jon Voight, il papà di Angelina Jolie, le labbra oversize vengono da lui. Coprotagonista Eric Roberts, fratello di Julia. Un trionfo di parentele hollywoodiane. E chissà se adesso lo rinnegherà, il 77enne regista russo, adesso che ha fieramente dichiarato di non voler candidare all’Oscar 2015 il suo nuovissimo Le notti bianche del postino (premiato a Venezia con il leone d’argento alla migliore regia; bello ma largamente sovrastimato): per protesta, come ha scritto in una lettera a un giornale, contro il cinema americano che sta corrompendo il gusto degli spettatori russi colonizzandone le menti, e perché in sua opinione l’Oscar al migliore film straniero è un ghetto dove confinare il cinema non anglofono. Sul secondo punto una qualche ragione ce l’ha, sul primo proprio no. Poi, come dicevan le zie, mai sputare nel piatto dove si mangia. O dove si è abbondantemente mangiato, visto che a Hollwood il signor Konchalovsky (anni 77 ma ne dimostra una ventina di meno, come si è visto a Venezia, e mi vengono in mente le cronache e i miracoli al gerovital della Russia profondo-sovietica) ci ha lavorato, e bene, per più di dieci anni. Realizzando non solo questo A 30 secondi dalla fine (Runaway Train il titolo originale) ma anche Tango & Cash col duo burinissimo Stallone-Kurt Russell e Maria’s Lovers. Quanto all’Oscar: Runaway Train nell’86 ebbe ben tre nomination. Se lo ricordi il signor Konchalovsky, oggi che mostra i muscoli contro il dominio americano riecheggiando certi toni neoimperialistico-russi di marca putiniana. Che poi è proprio di poche ore fa la notizia che la commissione incaricata a Mosca di designare il candidato russo all’Academy Award per il film in lingua straniera ha scelto Leviathan di Andrey Zvyagintsev, premio per la migliore sceneggiatura a Cannes 2014, bellissimo, potente, parecchio al di sopra di Le notti bianche del postino di Konchalovsky.

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