Film-cult stasera sulla tv in chiaro: SPETTERS di Paul Verhoeven (dom. 12 ott. 2014)

Spetters, di Paul Verhoeven, Rete Capri (canale 20 dt), ore 23,00.
Schermata 2014-06-22 alle 00.30.2410015_2a2447293,J8pewl_AL5lVjAz0EF78Zj+1+ep9VZmtno7d6guTTjRw+7oNmxMioOI6kztYzm9gPGnkVBCfYYeZ3H8jcyq0DA==Raro. Un film del 1979 dell’olandese tonante (come lo chiama Andrea Bruni) Paul Verhoeven, girato in patria prima del gran balzo verso Hollywood che lo porterà verso i trionfi di RoboCop e Basic Instinct. Puro Verhoeven, e chi lo detesta, e detesta il suo cinema, si astenga da questo racconto di amore e sangue, di sesso e istinti selvaggi, e di violenze che incombono e poi deflagrano. Le sue ossessioni, cui è sempre rimasto filmicamente fedele, e qui allo stato puro, perfettamente visibili senza alcun schermo o filtro. Siamo in un’Olanda periferica e proletaria tardi Seventies, di quella tristezza e brutalità così nordeuropeee, così desolatamente fiamminghe, dove l’umano sembra trascolorarsi impercettibilmente nel mostruoso, nel fantasmatico, nello stregonesco. Tre ragazzi, accomunati dalla passione per il motocross e impegnati in gare tiratissime che per loro sono la sola occasione di riscatto e ascesa sociale. Con un campione-idolo che è poi incarnato dall’attore-feticcio di Verhoeven, Rutger Hauer, con quella faccia e quel corpo da condottiero fiammingo. Il sabato sera in discoteca, ogni sera al baracchino di una procace venditrice di panini e fritti vari che li manipola tutti e tre per i propri scopi. Con scene di sesso così esplicite che allora si gridò allo scandalo, e pure era l’Olanda anni Settanta. Uno dei tre ragazzi approderà all’omosessualità. Il migliore e più coerente Verhoeven del periodo olandese insieme al capolavoro Il quarto uomo. Disturbante.

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