Film stasera sulla tv in chiaro: MAI SENZA MIA FIGLIA! (dom. 12 ott. 2014)

Mai senza mia figlia!, Rai Movie, ore 21,15.
not_without_my_daughterIn questo blog non si segnalano solo i bei film (sarebbe banale e troppo facile), ma anche quei film brutti e magari cattivi, e però interessanti. Ad esempio perché, ed è il caso di questo tremendo Mai senza mia figlia, sintomatici e rivelatori di certe sensibilità e insensibilità collettive, di certe visioni, ossessioni, pregiudizi. Del 1991, Mai senza mia figlia ci racconta più e meglio di certi trattati di storia o inchieste giornalistiche quel sordo conflitto di civiltà che oppone da decenni le medie opinioni pubbliche d’Occidente all’Islam e alla cultura musulmana. Un melodramma familiare che, in forma rozza ma di massima efficacia spettacolare e impatto sullo spettatore (e sulle spettatrici in particolare), mette in scena un caso di opposizione lacerante ed esemplare tra quei due mondi. Basato su una vera storia, e anche questo ha la sua importanza. 1984: Betty Mahmoody è un’americana sposata senza apparenti problemi a un iraniano residente da vent’anni negli Stati Uniti. Richiamati dalla famiglia di lui, decidono di fare un viaggio a Teheran con la loro figlia. E qui cominciano i problemi: l’americana avverte l’ostilità dei genitori di lui e degli altri parenti, tutti musulmani sciiti strettamente osservanti. Le viene imposto il chador. Quando il marito deciderà di non tornare più negli Stati Uniti, imporrà alla moglie e alla figlia di restare con lui in Iran. Ma il padre di Betty si ammala, lei deve andare a casa. Non può però portare con sé la figlia che, secondo la legge islamic,a deve stare con il padre, il solo ad avere diritti su di lei. Scapperannno insieme, lei e la bambina, e sarà un viaggio avventuroso e drammatico. Ora, chiaro che lo spettatore parteggia per la protagonista. Però qualche domanda ce la si deve pur fare: è ingiusto che la madre non abbia alcun diritto sui figli, però sant’Iddio chi si sposa un musulmano e ci mette su una famiglia insieme forse si dovrebbe informare prima sui problemi e i conflitti che potrebbero insorgere al riguardo. Il multiculturalismo sarà anche una bandiera dei signori del politically correct, ma è cosa maledettamente complicata quando si entra nella pratica quotidiana. Con una Sally Field che giogioneggia e domina il film.

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