La guerra dei mondi di Steven Spielberg (2005). Con Tom Cruise, Dakota Fanning.

Mi sono riconciliato con Spielberg con il suo ultimo, meraviglioso, magistrale Lincoln, uno dei film più belli e importanti, ma importanti davvero, degli ultimi anni, e son dell’idea adesso che tutto il suo cinema vada recuperato e riposizionato più in alto nel nostro ranking, anche quello a suo tempo meno benevolmente accolto. Come questo La guerra dei mondi del 2005, ennesima versione dopo quella classica degli ani Cinquanta, e dopo la mitologica rielaborazione-riduzione radiofonica che ne fece in diretta Orson Welles, del fondativo romanzo sci-fi di H.G. Wells. I fatti sono contemporaneizzati, ma l’operazione non scalfisce la potenza narrativa dell’originale, ancora in grado di possederci. Un uomo di nome Ray, everyman che in sé riassume i destini della moltitudine – moglie separata, due figli -, si ritrova in prima linea in eventi che sconvolgono il mondo. Preceduti da apocalittici segnali elletromagnetici, approdano sulla terra degli alieni chiamati tripodi, e incomincia la guerra. Un’invasione che di volta in volta, nello scorrere dei decenni dall’apparizione del romanzo di Wells, è stata vista come metafora dellee minacce all’America venute da fuori, dall’espansonismo sovietico all’attacco qaedista delle Torri gemelle. Ma lasciando stare ogni riferimento a storia, cronaca, attualità, si può godere il film nella sua pura spettacolarità, per la capacità di Spielberg da cantastorie ipermoderno di uncinarci e non lasciarci più. Con Tom Cruise, Dakota Fanning, Miranda Otto e Tim Robbins.
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