Il film da non perdere stasera in tv: ZERO PRIVACY (merc. 22 ottobre 2014) – tv in chiaro

Zero Privacy (Terms and conditions may apply), La Effe, ore 21,20. Prima tv.
Schermata 2014-10-22 alle 11.30.27103734_galPrima tv assoluta per questo molto atteso documentario (del 2013) realizzato da Cullen Hoback che in America ha molto allarmato e fatto discutere. Film che sembra fatto apposta per ricnfocolare e intensificare le peggio paranoie nei confronti del web, e dei loro signori più o meno occulti, più o meno potenti, percepiti quali Nuovo Grande Fratello orwelliano. Siamo tutti sotto controllo? E di chi? Hoback, mostrando retroscena e interpellando esperti e insider, ci dice che sì. Che clikkando l’agree a quelle apparentemente innocue condizioni di utililizzo nel momento in cui facciamo un aquisto online, andiamo su un sito, scarichiamo una app e quant’altro, permettiamo che quelle informazioni su di noi, preziosissime e riservatissime (dai nostri dati anagrafici all’email al numero di telefono ai nostri amici e giusti personali ) passino poi ai più svariati utilizzatori, in primis governi e megacorporations che se le spartiscno allegramente senza nulla dirci. Un’indagine, quella dell’autore del documentario, che si avvale di contributi di gente di dentro che rivela quel che di solito è accuratamente secretato, giornalisti investigativi, perfino dissidenti politici. Per dire che the Big Brother, non quello innocuo dei reality, è tornato e abita negli anfratti della rete. Mah. Io ho l’impressione che quel che è una legittima preoccupazione tenda ormai a gonfiarsi a incontrollata paranoia colettiva, ultima incarnazione dei rigetti luddistici delle tecnologie e delle fantasie da pensiero magico elaborate intorno al Ghost in the machine. Zero Privacy (spiccia e banalizzante traduzione dell’originale Terms and conditions may apply) è trasmesso da La Effe nell’ambito del miniciclo Rete padrona curato da Federico Rampini. Naturalmente non manca nel film un video con Marck Zuckerberg, ormai percepito come uno degli zar della rete. A proposito di La Effe: perché una televisione dai palinsesti tanto curati e anche tanto chic poi mette sul sito schede dei vari programmi così povere e incomplete? Possibile che di questo documentario non si dica niente di utile, non il nome dell’autore, non il titolo originale, dando al lettore-spettatore solo vaghissime e generiche informazioni?

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