Un film da cineteca stasera sulla tv in chiaro: L’ARPA BIRMANA (mart. 4 nov. 2014)

L’arpa birmana, Rai Movie, ore 1,05.
Arpabirmana-1956_una scena del filmPer capire cosa siano stati cineforum di alcuen decadi e quale cinecultura contribuissero a forgiare bisognerebbe dare un’occhiata a questo mitologico film giapponese del 1956, che di quelle leggendarie proiezioni segue-dibattito pereferibilmente in sale parrocchiali fu uno dei pilastri (insieme a Kurosawa, Bergman e Fellini). Quando insomma il cinema si divideva nettissimamente tra prodotti di consumo e oggetti d’arte in cerca di una dignità e di una lettimazione al pari della musica o della pittura. Del cinema-arte L’arpa birmana diventò subito uno degli esemplari più esibiti, spesso con il corredo di commenti rispettosi, ammirati e compunti. Figuriamoci, un film nipponico di guerra con però protagonista un uomo pacifico e con evidentissimo messaggio da lanciare alle platee. Un soldatogiapponese, dislocato in Birmania sul finire della WWII, assiste alla sconfitta del suo paese e alla fine dell’impero del Sol Levante. Mandato in missione a convincere un gruppo di soldati connazionali che, nonostante la resa ai vincitori non vogliono smettere di combattere, fallisce nell’impresa. Quei militari ligi al dovere fino all’insensatezza saranno tutti uccisi, solo lui sopravviverà. Da quel momento, fattosi bonzo, con la sua arpa birmana girerà tra Birmani a Thailandia a recuperare i cadaveri dei soldati e seppellirli. La guerra. La pace. Il buddismo. L’arpa. E rimi lenti e un andamento maestosi a indurre nello spetatore uno stato ipnotico. Prodotto perfetto per dimostrare come anche un film potesse raggiungere le vette del sublime e della nobiltà espressiva e creativa. Regia di Kon Ichikawa.

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