Recensione: MELBOURNE. Dall’Iran un gran bel film, teso e implacabile (modello ‘Una separazione’)

Melbourne di Nima Javidi. Con Payman Maadi e Negar Javaherian. Iran.Schermata 2014-12-11 alle 16.03.47Teheran. Una giovane coppia sta per trasferirsi, dopo ani di attesa, in Australia. Mancano poche ore al volo. Ma qualcosa di terribile succede lì in casa, e tutto rischia di saltare. Sarà l’inizio di una partita di inganni, ipocrisie, depistaggi, occultamenti. Un film disincantato fino alla crudeltà. Voto 7 e mezzo13136-29.SIC-MELBOURNE-1Un film iraniano che lo scorso settembre a Venezia, alla Settimana della critica, ha impressionato pubblico e addetti ai vari lavori. Teheran, una giovane coppia sta per partire per Melbourne, Australia, per motivi di studio-lavoro, ufficialmente per due-tre anni, ma potrebbe anche essere un trasferimento definitivo. Hanno faticato per avere i permessi, ma ce l’hanno fatta. Tutto è pronto, le tasse per l’espatrio son state pagate, mancano solo otto ore al volo, il rigattiere sta per arrivare a portar via i mobili, le valigie sono fatte. Ma ecco l’imprevisto, qualcosa di molto, molto grave e di inaspettato succede lì in casa. La partenza rischia di saltare, una vita, un futuro rischiano di saltare. Marito e moglie si rinfacciano la colpa di quanto è successo, ma dovranno trovare insieme una via d’uscita.
Tutto in un interno. Un perfetto ménage coniugale che si rovescia in un inferno. Inganni e ipocrisie ben nascosti dietro la facciata perbene. Tutti cercano di manipolare tutti. Si lotta darwinianamente per non soccombere, e ogni colpo basso è permesso. Un film acuminato, teso come un thriller, benissimo scritto. Una scoperta. Opera prima. L’influenza di Una separazione di Farhadi si fa sentire, eccome (e il protagonista è lo stesso, a Venezia lo abbiamo visto anche nel film iraniano del concorso, Ghesseha). Melbourne è l’ennesima dimostrazione che, quando si è bravi e si hanno le idee, si può fare buon cinema anche con un budget ridotto e girando in pochi metri quadri. Una lezione per tutti i piagnoni.

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