Berlinale, I FAVORITI all’Orso d’oro

Alle ore 19 di sabato 14 febbraio si apre la cerimonia di consegna dei premi di questa Berlinale. Rumors e voci si rincorrono qui a Berlino. Per quanto mi riguarda, ecco le mie previsioni (esercizio sempre difficile) per l’Orso d’oro, il massimo riconoscimento del festival. La giuria, presieduta dal Darren Aronofsky del Cigno nero, comprende l’attore tedesco Daniel Brühl, il regista coreano di Snowpiercer Bong Joon-ho, la produttrice Martha De Laurentiis (vedova di Dino), la regista peruviana Claudia Llosa, l’attrice francese Audrey Tautou, il creatore di Mad Men Matthew Weiner.

il rumeno 'Aferim!'

il rumeno ‘Aferim!’

I FAVORITI
1) El Club di Pablo Larrain
2) Aferim! di Radu Jude
Sono, insieme a quelli di Malick e Greenaway, i film migliori, tutti e due molto bene accolti dalla stampa internazionale. Il loro valore si equivale, scegliere non è facile (io comunque preferisco Larrain).

MA GREENAWY E MALICK?
Anche se hanno portato entrambi film magnifici, non penso siano in corsa per il Golden Bear. Malick ha troppo diviso (e i suoi haters sono una legione), gli daranno un premio speciale. A Greenaway potrebbe andare quello per la migliore sceneggiatura o per il migliore attore. Werner Herzog, tanto per stare sui venerati maestri, è fuori gioco, il suo Queen of the Desert è troppo mainstream per convincere la giuria.

BEN PIAZZATI
1) Taxi di Jafar Panahi
2) Under Electric Clouds di Alexey German Jr.
Tuti e due belli e importanti. Panahi si è già portato a casa il premio Fipresci (l’associazione critici internazionali), assegnato oggi.

POTREBBERO FARCELA
1) Ixcanul di Jayro Bustamante
2) El boton de nacar di Patricio Guzman
A me non sono piaciuti, e Ixcanul l’ho addirittura detestato (comunque ha già trovato un distributore italiano). Così politicamente corretti da poter contare su moltitudini di estimatori. Il primo guatelmalteco, il secondo cileno. Potrebbero sfondare in giuria, dove c’è la latino-americana Claudia Llosa. Incrocio le dita perché non succeda. E però se penso all’anno scorso tremo. C’erano Boyhood, The Grand Budapest Hotel e l’ultimo, meraviglioso Resnais di Aimer, boire et chanter e l’Orso d’oro lo diedero al cinese Black Coal, Thin Ice, film anche interessante, ma non all’altezza dei tre di cui sopra. Boyhood e The Grand Budapest Hotel hanno fatto la carriera che sappiamo, il cinese è sparito dalla circolazione. Che serva da lezione.

MIGLIORE ATTRICE
Charlotte Rampling per 45 Years
Impossibile solo pensare a un’altra, se non la premiano è uno scandalo (e invece magari lo danno all’attrice guatelmalteca di Ixcanul, che Dio non voglia). Potrebbe però spuntare la Rohrwacher di Vergine giurata, applauditissimo. Improbabile Léa Seydoux, troppo bella e troppo diva per piacere alle giurie.

MIGLIORE ATTORE
Elmer Bäck per Eisenstein in Guanajuato
Finlandese, non così conosciuto, come Eisenstein nel film di Greenaway è semplicemente travolgente. Che così si premierebbe attraverso di lui anche il regista. Sarebbe un colpo diplomaticamente perfetto.

E IL FILM ITALIANO?
Vergine giurata non è un gran film, ma è molto piaciuto e potrebbe entrare in zona premi, anche se di Orso d’oro non parlerei.

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