Il film da vedere stasera in tv: I VINTI di Michelangelo Antonioni (tv in chiaro – dom. 22 marzo 2014)

I vinti di Michelangelo Antonioni, Iris, ore 0,16.

Franco Interlenghi, protagonista dell'episodio italiano

Franco Interlenghi, protagonista dell’episodio italiano

Va in onda dopo la mezzanotte, ma merita. Di sicuro il meno visto, il più raro di tutti i film di Antonioni, senza esagerazioni uno dei pochi autori che hanno davvero (re)inventato il cinema moderno. È il suo secondo film, girato nel remoto 1953, ma ha già dentro molto dell’Antonioni futuro, quello enorme degli anni Sessanta, e anche del cinema futuro. Compresi i piani sequenza, i long takes, che sarebbero poi diventato il suo marchio di fabbrica, compreso l’uso del paesaggio come estensione e specchio e proiezione dei desolatissimi paesaggi interiori dei personaggi. Film dalle molte vicissitudini, occultato e vietato dalla censura francese, e parecchio osteggiato anche da noi. Tre episodi in rigorosissimo e algido bianco e nero, realizzati in tre paesi (e lingue) diversi: Francia, Italia, Inghilterra. Tutti a cogliere quel vuoto delle giovani generazioni del dopoguera e dei primissimi anni Cinquanta e, più in generale, il vuoto di senso, quella vertigine del nulla dell’Europa dopo la catastrofe che l’esistenzialismo avrebbe intercettato e fissato in forma filosofica e narrativa. E un tema comune, ragazzi che uccidono per futili motivi, o senza alcun motivo. Con strane consonanze, soprattutto nel capitolo inglese, con il di poco precedente Nodo alla gola/Cocktail per un cadavere di Alfred Hitchcock. Nel primo episodio un gruppo di adolescenti decide di imposessarsi dei soldi che un loro compagno di scuola si vanta di possedere, uno di loro lo ucciderà, mentre le ragazze del gruppo forniranno un alibi. Ma ci sarà un colpo di scena. Nel secondo episodio, ambientato a Roma, un ragazzo di buona famiglia fa di nascosto il contrabbandieri per procurarsi i soldi che gli servono per i suoi vizi e lussi, fino a che, una notte, ucciderà un agente di polizia che lo sta inseguendo. Nella parte terza e ultima, ambientata in Gran Bretagna, il racconto più agghiacciante ed estremo, un ventenne ammazza una donna per poi sfidare, convinto di aver compiuto il delitto perfetto, la polizia e avere spazio sui gornali. Anticipazione di quella malattia sociale dei nostri giorni che è l’ossessione della celebrità. La tranche francese fu proibita dalle autorità di Parigi per complicati motivi giudiziari, quella italiana doveva avere nelle originarie intenzioni dell’autore come main character un neofascista, ma il clima politico del tempo impose di mutarlo in un contrabbandiere. Film maudit, dunque, che solo la pubblicazione in dvd ha ricostruito nella sua integrità. In un appassionante articolo sul New Yorker del 2013 Richard Brody rintraccia parentele strette tra I vinti e la Nouvelle Vague, in particolare con Truffaut e la sua sceneggiatura di Fino all’ultimo respiro, che avrebbe poi segnato il sensazionale debuto alla regia di Jean-Luc Godard. Stando ad altri studiosi e cinefili, pare che Antonioni avesse chiesto per l’episodio francese Brigitte Bardot e pqer quello inglese Audrey Hepburn. Gli furono negate tutte e due. Nell’episodio inglese ci sono un cadavere nel parco e una partita finale a tennis che anticipano di quindici anni Blow-up.

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