Recensione: SECOND CHANCE. Guilty pleasure! Susanne Bier è tornata e colpisce duro

11034456_880106655361138_106354384486537192_oSecond Chance di Susanne Bier. Con Nikolaj Coster-Waldau, Ulrich Thomsen. Al cinema da giovedì 2 aprile.

Susanne Bier con Nikolaj Coster-Waldau

Susanne Bier con Nikolaj Coster-Waldau

Dopo la non felice parentesi americana di Una folle passione, Susanne Bier torna alla sua Danimarca e a uno dei suoi trucidisimi e turgidi melodrammi pulp, pure con pretese social-umanitarie. Stavolta è uno scambio di pargoli a innescare una reazione a catena, con un colpaccio di scena che non ti aspetti. Cinema pessimo, e però meglio, diciamolo, di certe operine anoressiche e pretenziose che capita di vedere sui nostri schermi. Voto 5
11021057_867136439991493_6162739586618596002_nLa signora del melodramma trucido e pure con pretese di impegno sociale è tornata. Susanne Bier, dopo la parentesi hollywoodiana di Una folle passione con la coppia Jennifer Lawrence-Bradley Copper, riapproda nella sua Danimarca e confeziona uno dei suoi turgidi racconti che ne fanno una specie di Carolina Invernizio scandinava 3.0. Una coppia perbenino (lui fa il poliziotto in carriera, lei la casalinga non ciabattona e piuttosto chic) con figlioletto messa a confronto con una coppia sventurata, lui tossico psicopatico, lei pure tossicissima persa, con figlioletto male accudito e lasciato a imputridire nel piscio e nella merda, poverino. Capita una notte che il bambino della coppia perbene muoia, per una cosa che sembra morte in culla, soffocamento. La madre non si rassegna, dà fuori di testa, non ne accetta la morte, e allora che fa il padre poliziotto disperatissimo? Si introduce in casa dei due eroinomani, si prende il loro figlio e lascia al suo posto il bambino morto. Roba che solo Susanne Bier poteva escogitare. Non vi dico quel che segue allo sciagurato scambio di pargoli: di ogni. Con un colpaccione di scena che lascia senza fiato. Momento massimanente pulp: il tossico che fa una pera nella fica alla sua compagna. Guilty pleasure! Con uno dei belloni del Trono di spade, Nikolaj Coster-Waldau, nella parte del poliziotto, ovvio. Però, scusate, meglio un film così che cento frigide e inodori operine di aspiranti autori e geni autoproclamati che si vedono in giro per festival.

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