CANNES. Isabella Rossellini presidente di giuria a Un certain regard. E Cannes 2015 diventa una grande storia di famiglia

isabella-rossellini-newsletPremessa: Un Certain Regard non è la sezione principale del festival di Cannes, non è la Compétition in cui si proiettano i film in gara per la Palma d’oro, ma la sezione seconda, quella dedicata ad autori non ancora così consacrati, o ai film più edgy, più sperimentalisti in forma e contenuti. Sezione di massima importanza comunque, che l’anno scorso per dire ha lanciato film come l’ungherese White Dog (il vincitore: è nei cinema italiani da questo weekend) e lo svedese Force Majeure. Bene, arriva adesso tramite newsletter la notizia che la un po’ nostra e parecchio americana ormai Isabella Rossellini sarà la presidente di giuria al prossimo Un Certain Regard (13-24 maggio). Mentre – ricordo – presidenti della giuria del concorso saranno i fratelli Coen (ma il loro voto vale doppio o singolo?). Isabella Rossellini ha non solo tutte le carte a posto per il ruolo, vista la sua carriera di attrice (e anche di regista), ma porta quel nome così importante nella storia del cinema, ha quel padre che si chiama Roberto Rossellini e quella madre, cui somiglia straordinariamente, che risponde al nome di Ingrid Bergman. La quale, a segnare il trionfo di famiglia a questo Cannes 2015, è l’immagine-simbolo, massì l’icona, del manifesto del festival. Ovvio che Isabella presenzierà alla proiezione del documentario di Stig Björkman dedicato alla madre, Ingrid Bergman: Her Own Words, che sarà presentato nell’ambito di Cannes Classics.
D’altra parte son stretti, da sempre, i legami della famiglia con il festival. Isabella era, da attrice, in Wild at Heart di David Lynch che lì vinse la Palma d’oro nel 1990 e i genitori son stati entrambi presidenti di giuria del concorso: mamma Ingrid nel 1973, papà Roberto nel 1977, quando a vincere furono i fratelli Taviani con Padre padrone. Tornando a lei, Isabella, vale la pena ricordare come il presidente di giuria l’abbia già fatto, e molto bene, alla Berlinale, nella memorabile edizione del 2011 in cui l’iraniano Una separazione non solo vinse l’Orso d’oro, ma si portò via pure i premi per le migliori interpretazioni maschili e femminili. Un film che poi avrebbe trionfato in tutto il mondo vincendo anche due Oscar. Segno che Isabella, da presidentessa dei giurati, aveva visto giusto e ottimamente operato.

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