Il film da vedere stasera in tv: JAILBAIT (ven. 10 apr. 2015 – tv in chiaro)

Jailbait, Rai Movie, ore 23,40.
Schermata 2015-04-10 alle 14.33.50Schermata 2015-04-10 alle 14.30.37Il sesso, e magari un po’ di amore, dietro le sbarre di una prigione. Sesso come partita di potere, con un padrone e uno schiavo, un incombene e un sottomesso. Parte da questo schema Jailbait, film ultraindipendente made In Usa dell’anno 2004 tratto da un play di parecchio successo nel circuito teatrale di ricerca, e messo in cinema dal suo autore-regista Brett C. Leonard (il quale dopo questa esperienza non sarebbe più riemerso in altri film). Se la base di Jailbait e il classico binomio padrone-schiavo sessuali, il film tende poi a complessificarsi introducendo progressive torsioni e ribaltamenti, in uno sviluppo narrativo che spiazza lo spettatore e sembra perfino contraddire le proprie premesse. Un ragazzo poco più che maggiorenne finisce in galera con una spaventosa condanna a 25 anni di detenzione per aver rovinato – questa la sua colpa – la macchina di un vicino. Randy vien messo in cella con il più maturo Jake, uno che è lì a scontare l’ergastolo per aver ucciso la moglie. Il sesso, il desiderio, l’attrazione entrano subito in circolo attraverso i discorsi di Jake, le sue parole, ora brutali ora insinuanti. Minacciando e insieme invischiando in una sorta di ragnatela il giovane Randy. Che sarà pesantemente invitato a simulare l’abbigliamento di una ragazza, a presentarsi agli altri come il compagno di Jake. Ma quel che inizialmente è solo violenza diventa col passare dei mesi qualcos’altro, più magmatico, oscuro, indistinto. Protezione da parte del più forte del più debole, perfino accudimento, un’attenzione affettiva che somiglia all’amore. Anche Randy a poco a poco cambierà, e si legherà a Jake. Non è ben chiaro quello che Jailbait vuole dirci, forse che desideri e passioni possono raggiungere il massimo grado di verità laddove son costretti a farsi artificio e simulazione. Che la costrizione della prigionia può risolversi in occasione di libertà. Morale se vogliamo ambigura, ma certo assai efficace se tradotta in una drammaturgia, in un gioco, come in questo caso, di attrazioni-repulsioni tra un uomo e un altro uomo. Il biondo Michael Pitt (nel prison sex i biondi son quasi sempre ridotti a fare i passivi) lanciato da Bertolucci in The Dreamers è Randy, Stephen Adly Guirgis è il dominante ma non troppo Jake. E a proposito di prison sex, viene in mente un vecchio film anni Sessanta con Sal Mineo e un giovanissimo Don Johnson dal titolo In disgrazia alla fortuna e agli occhi degli uomini che allora fece abbastanza scandalo, e che non sarebbe male se venisse riproposto da qualche parte.

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