Il film da vedere stasera in tv: GIAN LUIGI RONDI – VITA, CINEMA, PASSIONE (dom. 26 apr. 2015, tv in chiaro)

Gian Luigi Rondi – Vita, cinema e passione, Rai Movie, ore 0,05.
Gian_Luigi_Rondi_Vita_cinema_passione_2Gian_Luigi_Rondi_Vita_cinema_passione_1Gian Luigi Rondi, anni 93. Una vita al cinema, una vita per e con il cinema. Comunque la si guardi e la si giudichi. Critico, anzi il critico, il più istituzionale e importante, quello più omogeneo e quasi consustanziale allo stesso sistema del nostro cinema. Accusato da più generazioni di giovani e aggressivi recensori e cinefili (molti nel frattempo diventati vecchi) di essere l’incarnazione della critica più paludata, più fedele al canone dei Grandi Autori Consacrati, più restia ad accettare il cinema di genere e includerlo nei propri orizzonti culturali. Gian Luigi Rondi. Con la sua immancabile sciarpa bianca. Con quel tratto curiale (secondo quelli che lo hanno detestato, Rondi sta al cinema come la Democrazia Cristiana al potere), quell’abilità diplomatica nello smussare gli angoli, nel tessere relazioni, nel trattare primadonnismi di dive, divi, registi narcisi. Anche, come si dice orrendamente oggi, operatore culturale di primo livello, con la sua direzione (naturalmente da suoi molti haters considerata restaurazione) della Mostra di Venezia, fino alla presidenza già novantenne del Festival di Roma. E però, che grande, grandissimo personaggio. Appassionato vero di cinema, della sua gente, delle sue storie. Formidabile divulgatore, e sono nella memoria collettiva di qualche generazione i cicli di film autoriali in tv da lui introdotti, il primo a portare quel cinema, e la cinecritica, nel più potente e pure spietato mezzo di comunicazione di massa. Ha forgiato legioni di appassionati, e Dio mio, rendiamogliene atto. E guardiamo senza pregiudizi questo film-documentario realizzato da Giorgio Treves e presentato l’anno scorso. Con Rondi che ricorda e ripercorre vita e opere sue, e famosi che raccontano di lui, e rievocano. Gilles Jacob, il leggendario presidente di Cannes, e Gina Lollobrigida, Ettore Scola, Francesco Rosi, i Taviani. Io non me lo perderei.

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