Dheepan di Jacques Audiard. Con Jesuthasan Antonythasan, Kalieaswari Srinivasan. Concorso.
Dallo Sri Lanka devastato dalla guerra alle banlieu francesi dove la sola legge è quella criminale. Odissea da inferno a inferno del tamil Dheepan. Un altro film in cui Audiard indaga la barbarie che si cela sotto la scorza della civilizzazione, e i rapporti di potere e sottomission che si instaurano in un universo chiuso. Candidato naturale alla Palma d’oro. Voto 8 e mezzo
E stamattina (giovedì 20 maggio, ore 8,30, Grand Théatre Lumière) è arrivato il film che a oggi – del concorso mancano ormai solo tre titoli – è la mia personale Palma d’oro. Jacques Audiard, regista grande quanto sottostimato e inesorabilmente poco premiato – forse perché autore di un cinema-cinema corporale, di fisica e palpabile imediatezza più che cerebral-intelettualistico, e fors’anche perché non disdegna di flirtare con i generi – , ha portato in concorso il suo Dheepan, e ancora una volta ha fatto centro pieno. La dovrebbero dare a lui la Palma d’oro, anche se temo che a vincere sarà invece il più paraculo e arty Carol di Todd Haynes, tipico prodotto da salottino chic. Oltretutto sarebbe pure un risarcimento per le mancate vittorie del passato per Un prophète e Un sapore di ruggine e ossa, tutte e due le volte battuti dalla bestia nera di Audiard, Michael Haneke, prima con Il nastro bianco poi con Amour. La parte d’inizio di Dheepan sembra un altro dei film, talmente tanti ormai da aver dato vita a un vero e proprio genere, sui migranti che scappano dalla lande più desolate della terra per raggiungere con ogni mezzo l’opulenta (ma fino a quando?) e democratica (ma fino a quando?) Europa. Sri Lanka, nel nord Tamil, territorio a tradizione indù, colpito da decenni da una guerra e guerriglia con il governo centrale buddista. Ferocie da entrambe le parti, morti a milioni. Il trentenne Dheepan ha perso la famiglia, gli procurano un falso passaporto da cui risulta sposato, e dunque gli aggregano una donna che non ha mai visto che si spaccerà per sua moglie e una bambina atrettanto sconosciuta come figlia. Tre poveri disgraziati che per passare le frontiere e essere accolti in Europa come rifugiati politici devono recitare la commedia del nucleo familiare d’acciaio. Arrivano in Francia. Dheepan ottiene presto un posto come custode di uno di quei palazzoni della banlieu dove lo stato non arriva (per dirla nei modi del nostro giornalismo indignato), diciamo una Scampia francese. Ci si chiede con un certo allarme a quel punto se anche Audiard non sia passato nelle file del cinema engagé e filoterzomondista e ci voglia illustrare in perfetto spirito didascalico e predicatorio le tribolazione di un migrante venuto dalla parte sfortunata del mondo. Sembra essere così, in parte forse è così, ma grazie a Dio Audiard piega questa storia a se stesso, al suo cinema, alle sue ossessioni, che son quelle di indagare e rappresentare i rapporti di potere che passano attraverso le passioni e i corpi, e ne cava qualcosa che ricorda molto da vicino il suo Un prophète. Lì nella banlieu, nel territorio senza legge, Dheepan e la sua falsa famiglia devono imparare a sopravvivere, esattamente come quando lui militava tra le tigri tamil. Il palazzo in cui abitano è sotto il controllo di una banda impegnata nei soliti loschi traffici, e in lotta con dei rivali ansiosi di sloggiarli dal fortino e di impossessarsi del territorio. Le sequenze di questa parte dimenticata di Francia (s)regolata da leggi neotribali, dove conta l’obbedienza cieca al boss e lo sgarro è punito con la morte, dove gli uomini armati della banda dominante presidiano ingressi, scale e tetto, sono l’Audiard che conosciamo, tra i più bravi a leggere e mettere in cinema le regole criminali, la rete dei poteri sotterranei alla crosta della società legale. Con una regia nitida e precisa, una messinscena potente, muscolare, con poche concessioni a psicologismi o estenuazioni né tanto meno alla paccottiglia sentimentaloide. Qui, più che mai, il cinema di Audiard è puro gioco dei potenti e dei sottomessi, con movimenti tutti interni a una scacchiera rigidamente delineata e regolata. La banlieu di Dheepan è come la prigione di Un prophète, con i suoi capi, i guardiaspalla, i gruppi armati, i servi. Dheepan e la sua falsa famiglia vengono collocati di default in questa ultima casella, e imparano presto a stare al proprio posto per salvar la pelle. Ma tornano nell’operoso custode di caseggiato gli incubi dei massacri vissuti, e fors’anche attuati, nello Sri Lanka, e quando la frizione fra bande diventa guerra si lascia fagocitare dal ricordo e dalla paura. Compiendo un passo falso che rischia di compromettre la sua sopravvivenza e quella dei suoi. Audiard non sbaglia niente, perseguendo e attuando la sua idea di cinema primario e insieme sofisticato, capace di massima comunicabilità e presa sullo spettatore. Tutta la parte finale, nel fuoco della guerra urbana, è allarmante e poderosa. Forse si concede allo spettatore qualcosa di troppo nell’ultima scena, ma sono dettagli marginali in un film che resta magnifico e che è il più compatto e convincente di tutto il concorso. Ma sarà dura scalzare il politicamente correttissimo Carol. Speriamo nei Coen.
CERCA UN FILM
ISCRIVITI AI POST VIA MAIL
-
-
ARTICOLI RECENTI
- 11 FILM stasera in tv – lun. 6 nov. 2023
- Film stasera in tv: LE CHIAVI DEL PARADISO di John M. Stahl – lun. 6 nov. 2023
- Film-capolavoro stasera in tv: IL SORPASSO di Dino Risi – lun. 6 nov. 2023
- 19 FILM stasera in tv – dom. 5 nov. 2023
- Film stasera in tv: NYMPHOMANIAC VOLUME 2 di Lars Von Trier – dom. 5 nov. 2023
Iscriviti al blog tramite email
Pingback: Cannes 2015: LA MIA CLASSIFICA del concorso a ven. 22 maggio (18 film su 19) | Nuovo Cinema Locatelli
Pingback: Cannes 2015. LA MIA CLASSIFICA FINALE dei film del concorso | Nuovo Cinema Locatelli
Pingback: Cannes2015: i vincitori. Bel palmarès: viva Audiard e il suo Dheepan, viva i Coen | Nuovo Cinema Locatelli
Pingback: Bilancio Cannes 2015: l’anno dei film imperfetti | Nuovo Cinema Locatelli
Pingback: OSCAR, i rivali di Caligari/2: MUSTANG – Francia (recensione) | Nuovo Cinema Locatelli