Purtroppo è questo il manifesto di Venezia 72 (e allora: meglio Cannes)

eccolo, il manifesto della prossima Mostra del cinema di Venezia

eccolo, il manifesto della prossima Mostra del cinema di Venezia

Quando l’anno scorso ho osato esprimere riserve sul manifesto ufficiale della mostra di Venezia (quello con un irriconoscibile Antoine Doinel/Jean Pierre Léaud ripreso, in my opinion malamente, da I 400 colpi), son stato travolto su Facebook da centinaia di commenti indignati fino alla virulenza del linciaggio da parte di supporter del suo autore, Simone Massi. Per carità, ci son prove peggiori nella vita, e a (quasi) tutto si sopravvive, però non fa piacere essere aggrediti da un esercito di troll. Avevo cercato anche di motivare perché ritenessi l’opera alquanto infelice, o almeno inadatta a comunicare con efficacia il nostro maggiore festival di cinema, pur nel rispetto da parte mia di un autore degno e appartato come Massi che da anni persegue con coerenza un suo personale tragitto nel cinema di animazione. Sua è anche la videosigla che da anni accompagna le proiezioni di Venezia, ispirata a facce e scene famose del cinema, italiano e non. Sigla bella, che mi sento di sottoscrivere. Altra cosa però sono i manifesti, dove il tratto grafico di Massi, che funziona assai bene in movimento, nel fermo immagine sembra complicarsi e oscurare, anche per un eccesso di segni, il proprio oggetto (o soggetto). Date un’occhiata al manifesto, appena divulgato, di Venezia 72 (dal 2 al 12 settembre prossimi), naturalmente sempre firmato Massi. Sullo sfondo un Antoine Doinel sulla riva del mare che rimanda all’affiche del 2014, in primo piano una figura femminile che ci dicono essere Nastassja Kinski. Sfido chiunque a riconoscerla. Se Kinski è, sembra con quelle ombreggiature pesanti una Kinski barbuta, una sorta di Conchita Wurst. “Questa volta, il film potrebbe essere Paris, Texas di Wim Wenders”, ci informa il comunicato della Biennale. Potrebbe essere? Scusate: o è o non è. Se possibile, questo manifesto risulta anche più confuso e infelice di quello dell’anno scorso, e adesso i supporter di Massi si scatenino pure. Ma Dio mio, diamo un’occhiata a quella che è stata l’affiche di Cannes 2015, con una Ingrid Bergman da incanto, e fate il confronto. Poi ditemi chi vince.
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