Locarno Festival 2015. Recensione: TRAINWRECK. Il genio Apatow colpisce ancora

tw2Trainwreck di Judd Apatow. Screenplay di Amy Schumer. Con Amy Schumer, Colin Quinn, Mike Birbiglia, Tilda Swinton. Piazza Grande.
get-25Apatow, con il fondamentale contributo di Amy Schumer attrice e sceneggiatrice, sfiora il capolavoro con questa commedia witty, tagliente, scurrile e sofisticata, cinica e geniale che si nutre della volgarità per sublimarla. Una trentenne-e-equalcosa ha molti uomini e nessun amore, finché incontra quello che potrebbe esserlo. Ritratti maschili di strepitosa perfidia, con parecchi ribaltamenti di cliché (più son muscolosi e più son pettegoli e adorano guardarsi Downton Abbey). Correte a vederlo qundo sarà nei cinema italiani. Voto 8
get-26Come ci si è divertiti al press screening, e quanto si è riso, dopo tanto penare e arrancare dietro a film ostici e/o malmostosi. Diciamolo subito: Judd Apatow è un genio, ecco. L’erede a pieno titolo di Billy Wilder e Ernst Lubitsch, e non si sta mica esagerando. Dialoghi scintillanti, battute di vertiginosi acume e perfidia capaci di raccontare un personaggio, e modi e costumi sani e insani del tempo. Con una leggerezza che si nutre della scurrilità e la sublima. Una sceneggiatura (scritta dalla protagonista Amy Schumer, ma suppongo che lui le sia stato prodigo di consigli) da studiare nelle scuole di cinema, soprattutto italiane. Stavolta il narratore di storie maschili Apatow mette al centro una donna di nome Amy, trent’anni e qualcosa, un lavoro come redattrice in un magazine di lifestyles per giovani maschi metrosexual e fashionizzati. Amori? Scopate piuttosto, con un’infinità di maschi. E però la regola è: mai la notte insieme dopo averci fatto l’amore. Finché naturalmente troverà quello che le farà cambiare idea. La galleria di ritratti maschili tracciata dal film è da urlo per precisione e implacabilità, con la coppia Apatow-Schumer che si diverte a ribaltare i cliché della virilità. Più son muscolosi, e più adorano spettegolare tra amici e darsi a romanticherie, tipo guardarsi tutte le puntate di Downton Abbey per parlarne poi nello spogliatoio. Strepitosa Tilda Swinton quale direttora del fashion magazine (“mi sono fatta tre Pink Floyd su quattro, di tutti ho esplorato il lato nascosto della luna”: e alla battuta quasi scoppia l’applauso in sala), e chi ha bazzicato un attimino l’ambiente ritroverà in pieno modi e vizi della categoria. Amy Schumer si candida a nuova signorina dell’american comedy, mentre nella parte della sorella tradizionalista e antipatica rivediamo Brie Larson, attrice che proprio qui a Locarno ha vinto un premio due edizione fa per l’interpretazione di Short Term 12. Correte a vederlo, e lasciate perdere chi ne scrive male.

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Una risposta a Locarno Festival 2015. Recensione: TRAINWRECK. Il genio Apatow colpisce ancora

  1. Una Così scrive:

    Caro Luigi, fino a metà il film potrebbe ancora andare, ma tutta la parte di lei che entra in crisi dopo la morte del padre è di una noia mortale, e affloscia il ritmo in modo letale (non parliamo della stomachevole sequenza in cui chiede scusa alla sorellina e si abbracciano tutti insieme in un improvviso tripudio familiare, riaffermando così tutti i cliché che la prima parte aveva ribaltato con indubbia verve e qualità), recuperando solo alla fine con la sequenza della Schumer che si improvvisa cheerleader. Ma Wilder e Lubitsch lasciamoli stare, per la carità di Dio!

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