Locarno Festival 2015: I FAVORITI al Pardo d’oro

Tikkun

Tikkun

Sabato 15, ferragosto, alle ore 15 verrà svelato in conferenza stampa il palmarès di questa edizione numero 68 del Locarno Film Festival. La sera alle 21 consegna dei premi in Piazza Grande. Anche i più addentro ai misteri locarnesi, quelli che di solito qualcosa sanno, quest’anno si arrendono: molto, molto difficile fare pronostici e azzardare a chi andrà il Pardo d’oro. Sono tanti i possibili vincitori, visto il livello piuttosto alto dei film della competizione, e dunque tutto dipenderà dagli innamoramenti e umori della giuria, e dai suoi equilibri interni, anche geopolitici. Io comunque ci provo a vaticinare, basandomi sulle impressioni di molti giornalisti, sulle ipotesi che nonostante tutto circolano, sulle mie sensazioni. cco in my opinion i possibili vincitori che, ci tengo a dirlo, non coincidono con i miei film preferiti (la mia classifica la trovate a questo link). Ricordo i componenti della giuria: il regista israeliano Nadav Lapid, l’attore tdesco Udo Kier, la direttrice di festival messicana Daniela Michel, il regista americano Jerry Schatzberg, l’attrice coreana Moon So-ri.

I FAVORITI AL PARDO
1) l’israeliano Tikkun
2) l’iraniano Paradise
3) l’italiano Bella e perduta
Potrebbe farcela: il messicano Te prometo anarquia

Tikkun è un film di sicuro importante, l’inquietante ritratto di un folle di Dio. A non convincermi è stata una sua certa pretezionistà arty. Confezione accuratissima, anche troppo, per un perfetto film da festival. Sarà piaciuto molto alla giuria che il giovane e rigoroso artista-regista abbia dichiarato che il suo film non andrà mai in tv e in dvd. Dell’iraniano Paradise si parla come di un gran film, anche importante politicamente per come ritrae la condizione femminile in Iran e la violenza strisciante sulle donne. Non mi è piaciuto, come ho scritto nella mia recensione, ma ha il giusto dosaggio di elementi per sbancare un festival. Bella e perduta di Pietro Marcello della terna è quello che preferisco. Forse per i giurati, tutti non italiani, sarà stato difficile afferrare i riferimenti e i sottotesti. Speriamo bene. Sarei comunque contento se entrassero nel palmarès, oltre a Marcello, lo srilankese Dark in the White Light, il greco Chevalier e The Sky Trembles… dell’inglese Ben Rivers.

MIGLIORE ATTRICE
1) Valérie Dréville per il francese Suite Armoricaine
2) Le quattro interpreti del giapponese Happy Hour
3) Dorna Dibaj per l’iraniano Paradise e Cynthia Nixon per James White

MIGLIORE ATTORE
1) Gregg Turkington per l’americano Entertainment
2) Marko Nikolic per il serbo-russo Brat Dejan
3) Aharon Traitel per l’israeliano Tikkun

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