Mostra di Venezia 2015. Recensione: LA MEMORIA DEL AGUA, un altro brutto film del giorno prima

La memoria del agua (La memoria dell’acqua), un film di Matias Bize. Con Elena Alaya, Benjamin Vicuña, Nestor Cantillana, Antonia Zegers. Giornate degli autori/ Venice Days.923072015175917_media1Cile, oggi. Su una coppia di medio-alto benessere cala il grande freddo. Scopriremo poi il motivo, una ferita da cui è dura riprendersi. Ma questo film butta vcia un tema importante e sentimentalizza e soappizza. Con oltretutto due protagonisti di massima antipatia. Voto 3
023072015180008_media1Pessimo. Anche questo presentato alla stampa il giorno prima, martedì 1° settembre,a anche questo delle Giornate degli autori, come Ma. E come Ma brutto, irrimedaibilmente. Un film che riesce a sentimentalizzare, soappizzare e sdolcinare perfino una faccenda tosta come la morte di un figlio, tema peraltro trattatissimo nel cinema degli ultimi anni. Siamo nel Cile di oggi, affluente e lontano qualche eone da quello allendiano come da quello pinochettiano. In una giovane coppia, lui mal malmostoso lei mal mostosissima, cala il grande freddo: “me ne vado, non riecso più a toccarti”, fa lei, come ormai solo nelle novelas messicane o turche. Pensi al solito bovarismo, omai trionfante in chiave post emancipzionista dei diritti delle donne, a ogni latitudcine, pensi al “voglio essere me stessa, voglio la mia vita”. Invece capiamo, prima da allusioni assai oblique poi da riferimenti sempre più corposi e diretti, che il loro piccolo Pedo è morto di tragica morte, e da quel momento, ovvio, niente sarà piùc ome prima. Lei se ne va, si rifà come si usa dire una vita con un altro (ancora più antipatico di lei), ma il marito non molla.Non vi sto a dire altro. Il guaio è che neanche per un momento riusciamo ad appassionarci al dramma dei due, che mai ci paiono credibili (soprattutto lei, insopportabile). Ci si chiede semmai come un film di tale mediocrità sia potuto approdare in una vetrina internazonale come le Giornate degli autori, ma tant’è. In un ruolo minore si rivede Antonia Zegres, attrice feticcio di Pablo Larrain (l’abbiamo vista in Tony Manero, Post Mortem, No, nell’ultimo, bellissimo El Club). Solo che Larrain stavolta non c’è, purtroppo.

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