Recensione: PER AMOR VOSTRO (premio a Venezia come migliore attrice a Valeria Golino)

Per amor vostro di Beppe GaudinoPer amor vostro, un film di Giuseppe M. Gaudino. Con Valeria Golino, Adriano Giannini, Massimiliano Gallo. Da giovedì 17 settembre al cinema.
Per amor vostro di Beppe GaudinoArriva da Venezia, dov’era in concorso, un film anomalo per il nostro cinema. Un generoso tentativo del campano Gaudino di raccontare la tribolata vita di una quarantenne, Anna, in modi non convenzionali, ibridando il neo-neorealismo e il romanzo popolare con il fantastico, il visionario, il barocco (napoletano, of course). Ma Per amor vostro, pur rispettabilissimo, non ce la fa a miscelare elementi e registri così diversi. Ottima Valeria Golino. Che difatti al Lido si è presa la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Voto 6+
Per amor vostro di Beppe GaudinoFilm generoso, e inusuale nel panorama alquanto prevedibile del nostro cinema, appiattito su pochi modelli eternamente replicati. Film – il quarto e ultimo degli italiani a scendere in concorso – che la sua anomalia la mostra vistosamente, collocando il suo regista Giuseppe M. Gaudino tra gli eccentrici, i non allineati del sistema-spettacolo. Non è così riuscito, Per amor vostro, ha falle vistose, ma sono problemi che capitano a chi osa, a chi si mette in gioco con un prodotto altro e perfino alieno rispetto alla irrimediabile medietà dominante. Tant’è che si fa fatica a parlarne male, anche per via di una Valeria Golino mai così brava in grado di reggere sulle sue spalle un film complesso che mescola neo-neorealismo, melodramma popolare, cinema di denuncia (della subalternità femminile) a incursioni bizzarre nel fantastico, nell’onirico, nel sub- e nel surreale, nel barocco (napoletano), negli inconsci personali e collettivi. Ibrido complicato – e difatti l’esito non convince per niente -, un ibrido di cui è difficile rintracciare dei precedenti nel nostro cinema. Gaudino, campano di Pozzuoli, ha 58 anni, molti corti e docu alle spalle ma un solo lungometraggio di finzione finora, Giro di lune tra terra e mare. Di sicuro uno che si è sempre tenuto lontano dal centro e dai poteri del nostro cinema. In Per amor vostro racconta di una donna napoletana, Anna, 40 anni, malmaritata a un losco figuro di nome Gigi che la sfrutta, la mette continuamente nei guai, la mena e di cui lei vorrebbe liberarsi ma non sa come, e con tre figli, duee ragazze e un ragazzo sordastro. Ha trovato finalmente un lavoro stabile come suggeritrice alla Rai di Napoli, ma non le basta a sanare le molte lacerazioni che restano aperte nella sua complicata vita. Ecco, immaginiamoci un personaggio così nelle mani di un regista diligente ma convenzionale, ne verrebbe fuori un film politicamente, asfissiantemente corretto sulla questione delle donne oggi dette maltrattate e abusate, un film-manifesto, didascalico, dimostrativo, pedagogico. Invece Gaudino stravolge il paradigma e immette dosi massicce di fantastico e carica visionaria. Ricorrendo pure a un gruppo musicale che racconta fuori campo per mezzo di canzoni in napoletano (in my opinion abbastanza modeste) la vita di Anna, come cantastorie sulle piazze antiche. Inserendo nei quadretti familiari intermezzi buffi (Anna va pazza, giustamente, per il Quartetto Cetra e si rivede con i figli i dvd di quella meraviglia che è La biblioteca di Studio Uno). Costruendo la cottarella quasi adolescenziale di Anna per l’attore di soap con cui lavora secondo modi che stanno tra Lo sceicco bianco e La rosa purpurea del Cairo. Soprattutto, fellinianamente (penso a Giulietta degli spiriti), materializza le paure di Anna, il suo sentirsi costantemente inadeguata e in pericolo, disegnando in digitale un incubo ricorrente di mare in tempesta e nuvolaglie nere. E poi, i ricordi infantili, il ricorso agli effetti speciali per fare della sua protagonista una sorta di aliena rispetto a se stessa e al suo mondo, e per rappresentarne la frantumata personalità. Intenzioni, e sforzi, ammirevoli. Il guaio è che Per amor vostro funziona fino a quando si mantiene su un registro di realtà appena alterata e deviata, non funziona per niente e diventa faticoso e pesante quando va sul visionario spinto. Anche perché le immagini del sogno, dell’incubo, del delirio, dell’allucinazione non sono così visivamente potenti. Del resto, si sa, i fellinismi e i lynchismi son sempre operazioni ad alto rischio (vedi la scena finale, abbastanza tremenda). Riesce invece molto bene il personaggio, definito nei minuscoli dettagli e nelle sfumature. E bisogna dire che Valeria Golino dà il suo meglio di sempre, in una carattere di donna che è tante donne insieme. In bianco e nero, con le zone fantastico-visionarie a colori. E chissà perché a me vedendolo è venuto in in mente un altro Fellini pre-Dolce Vita, Le notti di Cabiria. In fondo, anche Per amor vostro è, come quello, la storia di un inganno crudele.

Questa voce è stata pubblicata in al cinema, cinema, Container, film, film in tv, recensioni e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Recensione: PER AMOR VOSTRO (premio a Venezia come migliore attrice a Valeria Golino)

  1. Silvana Goldoni scrive:

    Il barocco infiorettava per nascondere il nulla che c’era sotto. Il film invece, è l’esatto contrario. Napoli di sostanza in negativo ne offre in abbondanza. . Una città alla deriva dove nulla sembra capace di muoversi all’interno di regole accettabili, se non proprio rigorose. C’era bisogno di aggiungere disordine a disordine? . Macchina da presa a mano, immagini convulse, squarci surreali, visioni immaginarie e su tutto domina il volto della per ‘altro eroica Golino che immagino non abbia avuto vita facile nel soddisfare le richiesta di un regista un tantino esagerato e sopra le righe.Quali sono i suoi intendimenti ? Denunciare in modo diverso la solita Napoli o un pretesto per far parlare di sè come regista immaginifico capace di rivaleggiare con Sorrentino? Temo sia la seconda che ho detto. E’ penso con ammirazione all’efficacia devastante de “L’Intervallo” di Leonardo di Costanzo
    Locatelli lei è troppo buono . Lei che può faccia capire che di film così non ce n’è bisogno.

  2. luigi ferrauto scrive:

    A me invece è piaciuto, salvo la scena finale effettivamentete “tremenda” …anzi direi peggio insulsa e raffazzonata!
    Comunque credo che sia uno di quei film che si apprezzano più o meno a seconda dello stato d’animo del momento: a me ha coinvolto!
    La Golino monumentale, ma anche gli altri attori molto bravi …gli effetti speciali talmente grotteschi da sembrare voluti così apposta, e ci potrebbe anche stare!
    Sinceramente, messo a confronto con un altro film italiano appena uscito e da Lei recensito con un 7+, vale per me almeno un paio di punti in più , quanto meno per originalità!

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.