TorinoFilmFestival. Recensione di LA PATOTA, premio speciale della giuria

PAULINA_02La Patota/Paulina di Santiago Mitre (Argentina). Premio speciale della giuria a Torino33. La protagonista Dolores Fonzi premiata come migliore attrice. Voto 6 e mezzo
A129R5H6L’argentino trentenne-e-equalcosa Santiago Mitre aveva portato qualche anno fa a Locarno un buon film, El Estudiante, ritratto di un furbetto in carriera politica che aveva anche vinto un premio nella sezione Cineasti del presente. Adesso fa un bell’upgrading con questo La patota/Paulina, già vincitore lo scorso maggio a Cannes della parecchio prestigiosa Semaine de la critique e adesso del premio speciale della giuria all’appena concluso Torino Film Festival. Certo che l’inizio del film fa cascare le braccia. La benestante Paulina, ottima famiglia, ottime prospettive di carriera come avvocato, decide di mollare Buenos Aires e andarsene in una landa desolata dell’Argentina ai confini con Paraguay e Brasile a fare l’insegnante di, diciamo così, educazione civica, ma sarebbe il caso di dire di democrazia. Un lavoro socialmente utile. Sembra la solita lagna terzomondista-pauperista, ma c’è un clamoroso twist quando Paulina viene stuprata da un torvo tizio di nome Ciro. Quel che segue, anche se raccontato con piattezza, è però parecchio interessante. Paulina non solo non denuncia il suo violentatore, pur sapendo chi è, ma, una volta scopertasi incinta, decide di tenere il bambino. Con disperazione del borghesissimo padre, e sembra di rivedere La scelta di Michele Placido. A conferma che al cinema oggi non si abortisce quasi mai: l’aborto, almeno sullo schermo, è stato messo fuorilegge. Il film non va granché a fondo, e però quando il padre chiede a Paulina “se a violentarti fosse stato il tuo fidanzato avresti abortito?”, lei risponde: “Sì, l’avrei fatto”. E allora signora mia si aprono abissi. Perché Paulina non denuncia e si tiene il figlio dello stupro? Per quella solidarierà agli oppressi che ha sempre predicato, anche se gli oppressi se ne fregano di lei? Come si vede, c’è materia per parecchie discussioni, anche se il film di suo non è gran cosa. Remake di La Patota (mi pare voglia dire la compagnia maschile), un film argentino che negli anni Sessanta era stato un successo, e un caso clamoroso.

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