Un film imperdibile stasera in tv: SALINGER – MISTERO DEL GIOVANE HOLDEN (ven. 29 genn. 2016)

Salinger – Mistero del giovane Holden, documentario di Shane Salerno. Rai 5, ore 21,16.
107240_ori107242_oriArriva in prima televisiva uno dei documentari di maggior successo, almeno negli Stati Uniti, di questi ultimi anni. Ci ha messo una decade tonda di lavoro il regista e fotografo Shane Salerno per ricostruire storia pubblica e soprattutto privata di uno degli scrittori che più hanno segnato il secondo Novecento, e uno dei più mitologici: soprattutto per il successo planetario, e tuttora resistente, del suo Il giovane Holden, diventato livre de chevet di generazioni e generazioni quale simbolo di anarchiche rivolte e insoddisfazioni esistenzial-giovanili. Mica ha scritto solo quello, J.D. (sta per Jerome David) Salinger, ma grazie a quello si è installato nell’immaginazione collettiva e globale e non è più andato via. A rafforzarne la leggenda c’è anche il suo aver passato gli ultimi 50 anni (è morto a 91 anni del 2010) a sfuggire alla curiosità del mondo autosegregandosi in una casa di campagna nel New Hampshire diventata il suo fortino. Pochissimi hanno avuto a che fare con lui, poche o niente le sue fotografie tra cui quella, celeberrima, rubata in una delle sue discese al villaggio. Shane Salerno distilla in questo film l’enorme massa di materiale che ha raccolto, video, foto, testimonianze di chi ha lavorato con Salinger e di chi gli è stato, in qualche fase della vita, vicino, se non addirittura intimo. Un docu-biografia che parte dagli anni Trenta, dall’infanzia e adolescenza, e registra e ricostruisce ogni successivo passaggio. Emerge la divorante passione di S. per il mestiere della scrittura, la sua fame di gloria e riconoscimento. E molto c’è del privato. La sua passione per le donne assai giovani, che non lo lascerà mai. Il suo amore negli anni Trenta per una ragazzina di nome Oona O’Neill che sarebbe poi diventata la moglie di Chaplin e la madre di molti dei suoi figli. Poi la guerra, sul fronte europeo, dove tra un’avanzata e una battaglia continua a scrivere, come testimonia un suo commilitone. Un ritratto minuzioso, dove non manca nemmeno la voce (e il volto) di una scrittrice-prodigio vincitrice di un concorso che, invitata da lui, diventerà la sua compagna di anni e anni. Un genio irregolare, anche bizzoso, anche antipatico e scorbutico, forse sociopatico, come oggi direbbero le signore e signorine della psicologia d’accatto. Diventato grande e famoso quando ancora l’America credeva nello Scrittore come figura straordinaria, come sciamano in grado di raccontarla e rivelarla a lei stessa. Oggi non è più così, e non so se sia il caso o meno di voltarsi all’indietro con nostalgia. Un film da vedere, ricchissimo com’è di informazioni e segreti, rivelati o rimasti tali. Appassionante come una storia venuta bene, anche se gran parte dei critici americani l’ha accusato di voyeurismo e improprie voglie gossippare. Che è per l’appunto quanto lo rende avvincente.

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