Festival! Apre il Bergamo Film Meeting. Perché andarci

Bergamo Film Meeting, 34esima edizione, Bergamo, 5-13 marzo.
BFM34_A4_01Mea culpa, mea maxima culpa (giaculatoria di espiazione perfetta per questo tempo di quaresima). Mi pento di segnalare solo adesso, un filo in ritardo, il Bergamo Film Meeting, che apre proprio oggi, sabato 5 marzo, la sua 34esima edizione. Pre-opening ieri son una serata speciale, la proiezione della copia restuaurata del film tedesco degli anni di Weimar Menschen am Sonntag (Uomini di domenica), anno 1929, con musiche dal vivo della band islandese assai progressiva e sperimentalista múm. Chiusura il 13 marzo. Uno dei festival italiani più gloriosi e seri, fatto da gente competente che il cinema lo ama davvero e lo conosce bene, contrassegnato da un approccio rigoroso e insieme appassionato, con poche o nulle concessioni alle svenevolezze e ai fronzoli market-oriented di oggi. C’è una sezione competitiva di film di gente giovane, ci sono parecchie altre sezioni che non sto a segnalarvi (trovate tutto sul sito ufficiale), eventi collegati e collaterali, e quest’anno anche incursioni a Milano con proiezioni e masterclass. Ci tengo solo a  sottolineare la rassegna dedicata alla prima musa e icona godardiana, e la più famosa, Anna Karina (che interverrà) e quella completa, documentari inclusi, di un grandissimo del cinema del secondo Novecento, l’ungherese Miklós Jancsó, uno che ha influenzato parecchi, da Bela Tarr a Anghelopoulos fino a Lav Diaz (sì, sognopri, senza Jancsó non esisterebbe), e che, dopo uno smagliante periodo di gloria tra anni Sessanta e Settanta, è scomparso ingiustamnente dai radar, dimen ticato se non cancellato, pur continuando a produrre. Un maestro assoluto, con i suoi drammi perlopiù collettivi e fortmente storico-politici girati in lunghissimi, avvolgenti, virtuosistici piani sequenza trasformando la narrazione in rito, liturgia, danza ipnotica.

'Il rosso e il bianco (L'armato a cavallo') di Miklos Jancso, 1968

‘I rossi, i bianchi (L’armato a cavallo)’ di Miklos Jancso, 1968

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, festival, film e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi