Recensione: LE MILLE E UNA NOTTE (vol. 1, 2 e 3) di Miguel Gomes. Un film indispensabile

Volume 1

Volume 1: Inquieto

Volume 1: Inquieto

Volume 1: Inquieto

Esce oggi, 18 marzo, in qualche città italiana (la lista delle sale), e speriamo che prossimamente altre se ne aggiungano, uno degli eventi cinematografici di questa decade e vi assicuro che non è un’esagerazione. Trattasi della trilogia girata dal portoghese Miguel Gomes, l’autore del celebrato e ahinoi mai distribuito in Italia Tabu, che, ispirandosi vaghissimamente alle Mille e una notte e alle sue storie, racconta del Portogallo sotto crisi economica di qualche anno fa e di molto altro. Distribuisce, meritoriamente, il Milano Film Network. Qui le mie recensione dei tre episodi: il primo visto l’anno scorso alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes dove la trilogia è stata data in prima mondiale, gli altri due recuperati al Festival di Torino in novembre.

volume 2

volume 2: Desolato

Volume 2: Desolato

Volume 2: Desolato

Prendendo dalle Mille e notte solo la struttura novellistica e qualche vaga suggestione, il portoghese Miguel Gomes racconta in una fluviale trilogia di sette ore complessive la crisi che tra 2013 e 2014 ha attanagliato il suo paese. Mescolando il discorso politico a ogni possibile sperimentazione espressiva, con una libertà e una carica di invenzione che lascia sbalorditi. Grazie a Dio il peso ideologico non si fa sentire troppo e quel che ne esce è, semplicemente, una meraviglia. ll primo episodio: formidabile. Il secondo: capolavoro! Il terzo: non così riuscito, anche se abbondantemente consigliabile.

volume 3

volume 3: Incantato

Volume 3: Incantato

Volume 3: Incantato


As mil e uma noites – Volume 1, o inquieto (Le mille e una notte – Volume 1 – Inquieto
di Miguel Gomes.
(Da Cannes, maggio 2015). Son riuscito a recuperarlo in un cinemino fuori mano, lo Studio 13, questo primo episodio della ormai celeberrima trilogia del portoghese Miguel Gomes, l’opus magnum, se preferite il macigno, di Cannes 2015. Seguiranno nei prossimi giorni il volume 2 e 3, per un totale di oltre sei ore. Da dove cominciare per parlare di un film che sfugge a ogni classificazione ed è di un anarchismo beffardo fino alla strafottenza? Gomes dice di essersi ispirato alle Mille e una notte, trasportandole e affondandole nel Portogallo del 2014 bloccato nella morsa della crisi economica e colpito dai diktat della Troika, ma trovarci una parentela è dura. L’ideologia è quella del dalli ai politici del rigore che vogliono solo affamare le masse, tra Syriza e Podemos, ideologia che trovo deleteria. Ma qui si parla di cinema, e allora dico che Gomes mette in piedi un film geniale e bizzarro, coraggiosissimo nella struttura narrativa e sul piano della forma e dello stile, sgangherato e insieme sofisticato, con cadute abissali ma anche guizzi da opera somma. Si parte con le due crisi che secondo il regista sono sotterraneamente connesse, nel senso che l’una è metafora dell’altra, la disoccupazione – qui rappresentata dalla chiusura dei più famosi cantieri navali portoghesi – e l’invasione di insetti killer cinesi. Ci sono – in simil Sheherazade – narratori e narrazioni, tra cammelli, probi signori della Troika cui un elisir di uno stregone africano ridà la virilità perduta, galli urlatori che i vicini vorrebbero morti, giudici che parlano con gli animali, ragazzini che appiccano incendi per vedere gli elicotteri arrivare. Un delirio vero, con momenti di irresistibile divertimento e altri, come le testimonianze dei disoccupati, di massima desolazione. Onore a Gomes, che dopo il successo di Tabu si ributta nella mischia rischiando l’osso del collo. Novellistica per novellistica, Gomes batte Garrone 5 a 0. Voto 8 e mezzo

As mil e uma noites – Volume 2, O Desolado (Le mille e una notte – Volume 2 – Desolato di Miguel Gomes. Sezione Festa mobile.
(Da Torino, novembre 2015). No, non si esagera dicendo che la trilogia del portoghese Miguel Gomes (sette ore in tutto) è una delle meraviglie del cinema di questa decade, un qualcosa che porta più in là la stessa idea di film e di fare cinema. Presentata in prima mondiale lo scorso maggio a Cannes, e però non al festival maximo ma alla Quinzaine des Réalisateurs, da allora è cresciuta per fama e risonanza, e per devozione indotta nel popolo cinefilo. Più per sentito dire che per pratica e visione diretta, poiché Le mille e una notte 1, 2 e 3 dopo Cannes non sono passate in nessun altro festival: fino a oggi, fino a questo Torino FF (e tra pochi giorni al FilmMaker di Milano). Sicché io, che a Cannes ero riuscito a vedermi solo il primo volume (come fai a incastrare sette ore in quel delirio vorticante di film?) qui a Torino sono corso a vedermi il secondo e il terzo. E che esperienza, madonnamia. Allora qualche ri-spiega. Non aspettatevi dal talentuoso Miguel Gomes di Tabu (uno dei film che hanno divelto e riscritto il cinema in questi anni) un’operazione analoga a quanto aveva fatto Pasolini a suo tempo sulla più famosa raccolta novellistica dell’età d’oro della Baghdad califfale. Dalle Mille e una notte il gran portoghese prende a prestito la struttura di racconto, piegandola a quanto gli preme narrare, ora in forma di fabula ora di cronaca-verità, l’anno a suo dire orribile del Portogallo tra l’agosto 2013 e il luglio 2014: quando, sotto la guida (o il diktat: fate voi) della Troika il governo varò riforme rigidissime in fatto di economia. Impoverendo il paese, sostiene Gomes, oltre ogni popolare sopportazione. Ecco, Le sue Mille e una notte intendono mettere in scena storie, frammenti, visioni del reale e visioni fantastiche di quel periodo. Denunciando, e però mai nei modi convenzionali del cinema engagé. Ora, io alla propaganda antiTroika non ho mai creduto, son dell’idea che per rilanciare l’economia d’Europa occorrano riforme toste e vere. Tant’è che il Portogallo, da Gomes descritto come un paese alla fame, oggi, e forse anche per via di quelle misure economiche, è in piena ripresa, più dell’Italia. Ma cosa importa della visione ideologica di Gomes, importa molto invece che tipo di cinema riesca a produrre. Ed è cinema magnifico. Se il volume primo mi aveva sorpreso per la sua carica inventiva, per la sua perfino irridente sperimentazione di nuovi linguaggi filmici, per le sue ibridazioni, questo secondo mi ha travolto. Probabilmente, insieme a Cemetery of Splendour, The Lobster, Son of Saul, il vertice assoluto del 2015. Gomes adotta una struttura più lineare rispetto sia al volume primo che al volume terzo. Dopo l’introduzione, via con una serie di novelle che, pur con qualche vaga eco di quanto raccontato da Sheherazade, si situano nel Portogallo di oggi percorrendolo in compagnia di personaggi assurdi e commoventi, uomini e animali, figure del reale e figure fantastiche. In una libertà così assoluta da lasciare sbalorditi. Gomes mescola generi, registri, toni, atmosfere con una carica inventiva sconfinata e spudorata. L’episodio della donna giudice che si trova di fronte a una catena di reati, a cannocchiale, uno dentro l’altro, uno trascinato dall’altro come in una filastrocca yiddish, è un qualcosa da consegnare subito alla storia del cinema e da studiare, sezionare, rileggere, analizzare dove si insegni a raccontare e girare. E poi, l’odissea del cane Dixie e dei suoi vari padroni, una commedia umana e disumana e animale in una banlieue portoghese che diverte e commuove come poche volte nel cinema d’oggi. E ogni volta, una costruzione drammaturgica anomala, un’invenzione. Come la novella della giudice, che comincia lateralmente, con la telefonata di lei alla figlia che ha appena perso la verginità con il neomarito (e primo piano del pene insanguinato di lui). Gli elementi della crisi e del disagio sociale – perdita del lavoro, tossicodipendenze, devianze e derive criminali – sono fili tra gli altri della trama narrativa, non necessariamente i più visibili e portanti. Gomes è un genio, e questo volume 2 lo certifica. Nei prossimi mesi l’opus magnum sarà distribuito in qualche sala italiana dal Milano Film Network. Ecco, non perdetevelo. Scelto giustamente dal Portogallo, questo secondo volume, come proprio candidato all’Oscar per il miglior film in lingua straniera. Voto 9

As mil e uma noites – Volume 3, O Encantado (Le mille e una notte – Volume 3 – Incantato) di Miguel Gomes. Festa mobile.
(Da Torino, novembre 2015). Dopo i vertici del volume secondo mi aspettavo quantomeno il terzo allo stesso livello. Invece no, purtroppo. Gomes in dirittura finale confeziona l’episodio meno convincente della trilogia, pasticciando alquanto sia nell’architettura drammaturgica dell’insieme, se non assente quantomeno farraginosa e fragilissima, sia avvitandosi in un lungo prologo che intende ricreare una sorta di Baghdad califfale però ibridata alla contemporaneità, e mescolando elementi fantastici della narrativa araba (come i geni dei venti) e figure delle Mile e una notte (Sheherazade, suo padre, il ladro di Baghdad) a parabole e fabule e schizzi mitologici presi a prestito da ogni dove moderno (per es. la musica brasiliana anni Settanta). Si fatica a seguire l’andamento sussultorio e ondivago del racconto, anche se naturalmente i momenti sublimi non mancano (quel cielo solcato da aquiloni e altre cose volanti, o il colloquio tra Sheherazade e il padre sulla ruota panoramica). Poi si parte con una novella di estenuante lunghezza, un’ora abbondante, anzi un’ora e mezza, sui cacciatori e allevatori e addestratori di fringuelli canterini, una pratica che i portoghesi soldati nella Grande Guerra hanno importato dalle zone di trincea della Francia del Nord. Si entra in un mondo fascinoso e sconosciuto e parallelo, quello dei contest di fringuelli cantanti e dei loro appassionati-ossessionati. Perfettamente gomesiano nel suo essere spaccato antropologico del Portogallo laterale, minore, profondo e insieme irriducibile alla medietà e alla modernità. Ma questa storia occupa lo spazio dello schermo per troppo tempo, come se Gomes avesse rinunciato a ogni tentativo di darle una forma, di arginarla. Un materiale enorme e abnorme che come un blob si impossessa del film quasi a soffocarlo. Oltretutto appesantito da un eccesso di didascalie da cinema muto che compaiono ogni trenta secondi e spezzano la fluidità. In mezzo viene incastrato e incastonato il frammento della protesta dei poliziotti davanti al parlamento, incredibilmente raccontato in cinese da una cinese amante sedotta e poi abbandonata da uno degli agenti, tanto per dire cosa riesca a fare Gomes della cronaca e della storia del suo paese. Ed è la parte migliore. Tornano elementi e figure dai precedenti episodi, come il tossico Vasco e l’adorabile cane Dixie. Momenti assolutamente folgoranti abbondano, come no (lo spirito del vento caduto nella rete), ma l’impressione è che Gomes non abbia avuto il tempo di intervenire di più in fase di editing, e si resta con una sensazione di abbozzo, di incompiutezza. Ma anche questo è un ulteriore sapore, e un ulteriore spiazzamento di una mirabolante trilogia che resterà. Voto 7 e mezzo

DOVE (calendario aggiornato al 18 marzo)

A Milano: Anteo Spazio Cinema

Dal 18 marzo al 7 aprile

 

❫ Dal 18 al 24 marzo – Vol. 1 Inquieto

 

❫ Dal 26 al 31 marzo – Vol. 2 Desolato

 

Dal 2 al 7 aprile – Vol. 3 Incantato

 

A breve gli orari disponibili sul sito.

 

FB: https://www.facebook.com/events/1712541712294571/

 

 

 

A Roma:

 

Cinema Farnese

 

Dal 18 marzo

 

❫ 20 marzo alle 20 – Vol. 1 – – intervengono Miguel Gomes e Goffredo Fofi

 

❫ 21 marzo alle 21.30 – Vol. 2

 

❫ 22 marzo alle 20.30 – Vol. 3

 

FB: https://www.facebook.com/events/1342379702454718/

 

 

 

A Torino:

 

Cinema Massimo

 

Dal 19 marzo

 

❫ 19 marzo ore 18 e 20 marzo ore 15.30 – Vol. 1 Inquieto

 

❫ 19 marzo ore 20.15 e 20 marzo ore 18 – Vol. 2 Desolato

 

❫ 19 marzo ore 22.30 e 20 marzo alle 20.30 – Vol. 3 Incantato

 

FB: https://www.facebook.com/events/1510006485974286/

 

 

 

A Trieste:

 

Cinema dei Fabbri

 

Dal 18 al 24 marzo

 

Orari in fase di definizione, a breve disponibili sul sito.

 

FB: https://www.facebook.com/events/183692305344040/

 

 

 

A Perugia:

 

Postmodernissimo

 

Dal 18 marzo

 

❫ 18 marzo ore 17 e 19.15 e 21.30 – Vol. 1 Inquieto

 

❫ 19 marzo ore 17 e 19.15 e 21.30 – Vol. 2 Desolato

 

❫ 20 marzo ore 17 e 19.15 e 21.30 – Vol. 3 Incantato

 

Il 19 marzo, alle ore 16.30, è in programma una maratona dei tre volumi. Introduzione critica a cura di Daniele Dottorini.

 

Ingresso euro 10.

 

FB: https://www.facebook.com/events/242289396106952/

 

 

 

A Palermo:

 

Cinema Rouge et Noir

 

Dal 21 marzo

 

Anteprima #3 del Sicilia Queer Filmfest

 

❫ 21 marzo ore 17 – Maratona dei 3 volumi

 

FB: https://www.facebook.com/events/1718978075048041/

 

Archivio news

Segnaliamo le proiezioni di Palermo (21 marzo) e Perugia (19 marzo) dove sono previste due coraggiose maratone dei tre volumi.

 

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