Stasera (4 aprile) un film di Kitano apre a Milano il FCAAL, Festival del cinema africano, dell’Asia e America latina

26° Festival del cinema africano, dell’Asia e America latina. Milano, 4-10 aprile 2016.
Il programma.

'Ryuzo and The Seven Henchmen' di Takeshi Kitano, il film di apertura del festival.

‘Ryuzo and The Seven Henchmen’ di Takeshi Kitano, il film di apertura del festival.

il colombiano 'Siembra'. Concorso lungometraggi

il colombiano ‘Siembra’. Concorso lungometraggi

È uno dei sette festival che fanno capo al Milano Film Network, e tra i sette uno dei più consolidati, come dimostra questa edizione numero 26, mica poco. Nato in origine come finestra aperta sul cinema dell’Africa, si è poi allargato ad altri continenti, America latina e Asia. Posso dire che preferivo la prima versione più circoscritta? Ho l’impressione che spostando troppo in là i confini il festival abbia perso di incisività e in riconoscibilità, e si sia come sfuocato, se non snaturato. Io tornerei al modello di partenza, tutt’al più con incursioni dal NordAfrica in direzione Medio Oriente per includere l’area oggi geopoliticamente più calda, e più interessante. Resta in ogni caso uno di quei rari appuntamenti, a Milano e in Italia, per guardare alle cinematografie non esattamente poste al centro dell’impero, e però vitali, spesso di strabordante energia, ed espressioni di mondi qualche volta complicati di cui sappiamo troppo poco, e che è invece sempre più necessario conoscere. Non ci sono solo film, il FCAAL è anche occasione di mostre, appuntamenti culturali, incontri, anche degustazioni, e per ogni informazione rimando al programma. Radicata nell’identità del festival è anche la vocazioni a farsi scambio tra il nostro e altri universi culturali, con un’attenzione al tema sensibile dei migranti. Non sto a elencare le varie sezioni, accenno solo alle maggiori, a partire dalla competizione dei lungometraggi. Sono 10 quest’anno, tra i quali la giuria presieduta da Emanuela Martini, direttore del Torino Film Festival, sceglierà il vincitore. Ne segnalo tre: il tunisino già molto premiato in altri festival A peine j’ouvre les yeux di Leyla Bouzid, l’algerino Madame Courage di Merzak Allouache (notevole, già dato a Venezia) e il colombiano Siembra che allo scorso Locarno è molto piaciuto a stampa e pubblico. Stavolta tra le proiezioni speciali della sezione ‘Flash’ tre pezzi grossi. A partire da Takeshi Kitano, il cui assai godibile Ryuzo and The Seven Henchmen apre stasera il festival, e cercate di non perderlo, perché è un Kitano tornato in grandissima forma con un dramedy su sette vecchi yakuza che ridiscendono in campo a fare guai e raddrizzare torti. Altri nomi pesanti, il coreano Kim Ki-duk con il suo nuovo Stop e il cinese Chen Kaige (Addio mia concubina) con un film campione d’incasso in patria, un wuxia lussuosissimo e di impecabile gusto, Monk Comes Down the Mountains. Nel concorso Extra va segnalato almeno l’italiano Dustur, un documentario di Marco Santarelli già parecchio premiato altrove su un gruppo di immigrati in carcere in Italia alle prese con la nostra costituzione (dustur in arabo vuol proprio dire costituzione).

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