Film-doc stasera in tv: COME FARE SOLDI VENDENDO DROGA (giov. 7 apr. 2016, tv in chiaro)

Come fare soldi vendendo droga, Tv8, ore 0,25.
103025_gal103027_galUn documentario bizzarro e assai fedele al suo titolo uscito la scorsa estate in qualche sala italiana, e che adesso approda in tv in fascia notturna e, credo, adeguatamente protetta. Un viaggio assai documentato dentro al business della droga, delle varie droghe – ma soprattutto della cocaina – che batte strade comunicative piuttosto insolite. Che cerca di costruire una narrazione appassionante e coinvolgente configurandosi a livelli successivi di difficoltà come in un videogame. Si parte dal ‘come far soldi spacciando qualcosa nel tuo quartiere’ su su fino agli enormi narcotraffici, enormi per quantità e per capitali mossi. Un paradossale e provocatorio, ma mica tanto, how-to-do, un manuale d’introduzione a uno dei business illegali più lucrosi con ampio sfoggio di cifre, studi, ricerche, documenti, testimonianze. Anche di gente che il drug dealer su piccola o vastissima scala l’ha fatto. Naturalmente in questo film del regista Matthew Cook l’intento è quello di mostrare il backstage di un mondo d’affari separato e illegale, e impenetrabile, e anche il suo lato oscuro e più pericoloso. Quello della violenza, delle guerre tra clan o singoli pusher. Perché sarà anche un lavoro ad alto rendimento, ma i rischi, anche di lasciarci la pelle, sono direttamente proporzionali. E allora ne vale la pena? No che non vale. Con uno spettacolare rovesciamento finale in cui le colpe maggiori sono addossate alle istituzioni, allo Stato americano che con la sua smania proibizionistica, con la sua ossessione avrebbe fatto crescere a dismisura il mercato illegale della droga creando indirettamente quei nuovi ricchi planetari che sono i narcotraficantes. Con il risultato, anche, di aumentare l’area della illegalità, tant’è che una buona fetta dei detenuti Usa ha a che fare con crimini di droga. Alla fin fine quel che il film vuol dirci è: liberalizzate. A favore dell’antiproibizionismo si pronunciano star come Woody Harrelson e Susan Sarandon. 50 Cent invece rievoca i suoi tracsorsi di piccolo spacciatore di quartiere. Film giocato sul paradosso, su troppi paradossi, che rischia di buttare la croce tutta sullo Stato e assolvere, o almeno mitigare le colpe, dei drug dealers, qualche volta presentati come dei simpatici gaglioffi.103021_gal

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