Il film imperdibile stasera in tv: IL TERRORISTA di Gianfranco De Bosio (dom. 24 apr. 2016, tv in chiaro)

Il terrorista, Rai Storia, ore 21,32.
ilterrorista1945_fitImperdibile, ma per davvero. Un film italiano assai indipendente che già al suo apparire, tra 1963 e 1964, ebbe scarsissima circolazione per poi finire, dopo discussioni e controversie anche roventi, inghiottito dalla dimenticanza. Un film autenticamente maudit che stasera i cinefili ma anche gli appassionati di storia del Novecento non si devono lasciare sfuggire. Si parla e si racconta di Resistenza (il film va in onda su Rai Storia mica per niente alla vigilia del 25 aprile), come in parecchio cinema italiano di quegli anni, un fenomeno che fu fatto risalire alla nascita dei governi di centrosinistra. Mah. Comunque fu quella la stagione di film come Tutti a casa, La lunga notte del ’43, Tiro al piccione, quasi un genere. E però con parecchie differenze al suo interno. Prodotto da Ermanno Olmi e Tullio Kezich, Il terrorista (e terroristi erano chiamati dai loro avversari esterni, ma anche dagli esponenti della resistenza diciamo così moderata, i partigiani duri e puri che praticavano azioni di guerriglia contro repubblichini e tedeschi) è firmato da quello che diventerà soprattutto un regista di teatro, Gianfranco De Bosio. Il quale nel racconto porta dentro parecchio della sua storia personale e della sua personale resistenza. Siamo a Venezia nel 1943, un Venezia di piombo in cui un commando gappista fondato da un ingegenre si lancia in ardite azioni di sabotaggio contro i tedeschi. Ma non tutti approvano, anzi. All’interno del Cnl sono molti quelli che considerno l’ingegner Braschi e i suoi compagni solo dei pericolosi avventuristi. Intanto nella stessa cellula gappista le contraddizioni esplodono e il gruppo si sfalda. Sincero. Un film che strappa il velo dell’unanimità resistenziale per mostrare visioni diverse e anche contrapposte, anticipando film successivi come il Corbari di Valentino Orsini. Cast stellare e, oggi, emozionante. Gianmaria Volontè è il protagonista. Con lui Philippe Leroy, Giulio Bosetti, Tino Carraro, Anouk Aimée e una quasi sconosciuta Raffaella Carrà. Tra i credits c’è un Neri Pozza: l’editore?

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