Stasera al cinema la controversa LUCIA DI LAMMERMOOR ‘sex & violence’. In diretta da Londra

ROH_LocandinaLucia di Larmmermoor, opera di Gaetano Donizetti. Una produzione Royal Opera House di Londra (Covent Garden). Con Diana Damrau (Lucia), Charles Castronovo (Edgardo), Ludovic Tezier (Enrico), Arturo (Taylor Stayton). Direzione di Daniel Oren. Distribuito da QMI. Lista dei cinema sulla pagina www.rohalcinema.it. 25 aprile 2016, ore 20,15.
Schermata 2016-04-25 alle 11.58.48Se n’è sentito parlare parecchio, dopo la prima londinese. Perché le reazioni indignate anche là, che pure sono britannicamente controllati e mai scomposti, son state una quantità. A far discutere, a suscitare controversie, a dividere tra favorevoli e contrari, insomma a scandalizzare è stata la donizettiana Lucia di Lammermoor che si potrà vedere stasera in molti cinema italiani. E in diretta dalla Royal Opera House, altrimenti conosciuta come Covent Garden. Una Lucia che, si sa, è opera di ardua vocalità soprattutto per il soprano protagonista, con quella scena della pazzia dove si son cimentate e han rischiato in virtuosisimi belcantistici le grandi primedonne del Novecento, da Maria Callas in giù. Stavolta il compito di stupire con la voce spetta alla bavarese Diana Damrau, uno dei soprano di maggior calibro oggi su piazza (inaugurò la stagione della Scala 2013/14 con la discussa Traviata russificata), mentre il da lei amato e adorato Edgardo è Charles Castronovo. La si conosce, la storia. In una Scozia seicecentesca ma ancora assai barbarica e di basici istinti eroici ed erotici, ai poveri fratelli Lucia e Enrico viene sottratta ogni eredità, ogni avere, dal perfido Ravenswood, capo del clan rivale. E di chi va innamorarsi la Lucia? Proprio di Edgardo, il figlio dell’arcinemico. Sarà dramma, ovvio, anche perché alla fanciulla viene imposto di sposare per ragioni di politica familiare Lord Arturo. Ma nella prima notte di nozze la poverina ucciderà il neomarito, con successivo fatale impazzimento. Da quel punto tutto rotolerà velocemente e inesorabilmente verso la tragedia finale. Se l’attenzione in primis dev’essere per la musica, per le voci, per la direzione orchestrale del molto esperto Daniel Oren – siamo all’opera, dopotutto – , un occhio di riguardo lo si dovrà avere anche per la regia. Che è quella che ha scatenato le polemiche. Non tanto per aver spostato in pieno Ottocento Lucia di Lammermoor (ormai lo fanno tutti, compresa la regista dell’Amleto con Benedict Cumberbatch appena visto al cinema), ma per aver sottolineato con sangue, sesso e violenza ciò che nell’opera di Donizetti e nel libretto di Salvatore Cammarano era solo accennato, alluso o omesso. Schermata 2016-04-25 alle 11.58.56La regista Katie Mitchell, non nuova a simili operazioni, è ricorsa parecchio alle armi della psichiatria, della psicanalisi e anche delle teorie femministe per riscrivere la figura di una Lucia non più ragazzina, ma donna adulta sconvolta e dilaniata da un amore scoperto troppo tardi e troppo pericolosa- mente. La scena dello scambio di anelli e della promessa tra Lucia e Edgardo assume connotazioni sessualmente assai dirette, se non proprio esplicite, che son state a Londra la prima pietra dello scandalo. Ma è nella ricostruzione della prima notte di nozze che la regista ha più spinto la sua chiave interpretativa. In Donizetti non si vede nulla, solo, poco dopo, una Lucia che già ha ucciso il marito e ormai impazzita. Invece stavolta tutto ci viene mostrato. Lucia che seduce e irretisce Arturo per ucciderlo senza che lui possa difendersi. E lo uccide con la fattiva complicità della serva Alisa, forse a lei legata da una relazione omoerotica. Ecco, la controversa Lucia di Lammermoor è qui. Stasera anche il pubblico italiano dopo quello londinese potrà vedere, e farsi la sua opinione.

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