(al cinema) recensione: THE DRESSMAKER. E nel bush australiano arrivò Balenciaga

timthumb-7The Dressmaker – Il diavolo è tornato di Jocelyn Moorhouse (Australia). Con Kate Winslet, Judy Davis, Liam Hemsworth. Al cinema dal 28 aprile.
40818Come in un vecchio Dürrenmatt, una (in questo caso giovane) signora torna nel paesello che dovette precipitosamente abbandonare molti anni prima. Adesso fa la couturière e vuol prendersi la sua rivincita su quel villaggio bigotto nello sprofondo australiano. Molto queer e camp, anche se alla regia non c’è un fiammeggiante autore gay ma una signora. Voto 7 meno
timthumb-8Film ultracamp, solo che dietro la mdp non c’è un fiammeggiante autore gay, ma una regista australiana capace però di sintonizzarsi bene sulle accensioni visuali e l’humour acido della queer culture. Sembra quasi una citazione di La visita della vecchia signora di Dürrenmatt, questo The Dressmaker, dove una giovane donna torna dopo anni all’estero nell’orripilante paesello di ristrette vedute e meschina gente laggiù nello sprofondo australiano, buco nero da cui era scappata via: ostracizzata dopo un fattaccio mica da ridere, la morte di un ragazzino. Cosa vuole adesso? Far luce su quel fatto lontano? O prendersi la sua vendetta verso il villaggio che l’aveva accusata e tagliata fuori? Intanto lei, che nel suo soggiorno in Europa ha lavorato con Balenciaga e Vionnet (siamo nei primi anni Cinquanta), è diventata couturière, e comincia a cucire per le zotiche di quel buco di posto favolosi vestiti da Vogue e Bazaar. Sicché son campissime le scene di gente diorizzata e balenciaghizzata vagare nella polvere del bush, tra sterpaglie e cacche di animali. Il più figo del paese (Liam Hemsworth) si inamora di lei, lei resiste convinta di avere una maledizione addosso, poi cederà (lei, dimenticavo di dirlo, è Kate Winslet, al solito molto brava). Fila tutto molto bene, in questo film, almeno nella prima parte, poi nell’ultima le incongruenze vanno oltre il livello di guardia, e una certa programmaticità appesantisce l’andamento narrativo. Potrebbe avere da noi il suo bel successo di nicchia. Si rivede Judy Davis, è la madre incartapecorita e pazza ma non troppo di Kate Winslet. Liam Hemsworth naturalmente si spoglia, a rimarcare la natura così queer di questo film firmato da una signora.

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