Torna stasera in tv IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA, un film dei fratelli Dardenne (dom. 28 agosto 2016, tv in chiaro)

Il ragazzo con la bicicletta, Rai 5, ore 22,58.
1971668519716678I fratelli belgi Jean-Pierre e Luc Dardenne sono, piacciano o meno – e a molti non piacciono -, tra i cineasti più influenti degli ultimi decenni di cinema. Fondatori insieme ai rumeni Puiu e Mungiu di quel neo-neorealismo che ha aggiornato le precedenti lezioni, da Rossellini fino a Ken Loach, ai disagi e ai disastri individuali e sociocollettivi del terzo millennio. Tant’è che a ogni festival si incontra sempre un manipolo di autori giovani con film che si rifanno, spesso senza replicarne i risultati, al loro magistero, e al loro cinema degli umiliati e offesi. Con il tempo i Dardenne hanno imparato a confezionare con qualche astuzia mainstream le loro sconfortate storie, diciamo a partire da Il matrimonio di Lorna, e tra le astuzie non c’è solo un allentamento, un certo ammorbidimento nell’approccio austero e rigoroso al materiale narrativo, ma anche il ricorso ad attori, anzi attriciparecchio famose in grado di traghjettare i loro non facili prodotti verso un pubblico più largo. Massimo esempio, la Marion Cotillard del meraviglioso Due giorni, una notte. In questo Il ragazzo con la bicicletta del 2011 (premiato a Cannes come quasi sempre capita ai Dardenne: ma non quest’anno, dove il loro La fille inconnue è uscito dal Palais con zero tituli), c’è la sempre assai brava e coinvolta Cécile de France. Che è una parrucchiera di un piccolo centro del Belgio francofonola quale decide di prendersi in casa, e in affido, un ragazzino di dodici anni di quelli che le assistenti sociali definiscono problematico. Cyril è cresciuto in un qualche orfanotrofio, o come diavolo si chiamano adesso quei posti dove vengono accolti e raccolti i senza famiglia, e con un’idea fissa in testa, una giusta ossessione, ritrovare il padre che l’ha abbandonato. Il film è la sua ricerca, e la difficile coabitazione ocn la parrucchiera Samantha, tra fughe, ritorni, e quelle che le mamme chiamano cattive compagnie, e che qui son pessimo trattandosi di coetanei di Cyril già dediti, secondo miserie assai dardenniane, allo spaccio. Flm più pop(olare) e meno teso, meno ascetico di certi loro precedentti capolavori come L’enfant e La promesse, ma sempre notevolissimo, e di indispensabile visione. Quale padre sciagurato ecco Jérémie Rénier, l’attore feticcio dei fratelli belgi, più Fabrizio Rongione e Olivier Giournet, pure loro immancabili compagni di strada dei Dardenne.

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