I film di Venezia e Locarno sono a Milano da lunedì 19 settembre: la magnifica abbuffata

Le vie del cinema. I film di Venezia, i Pardi di Locarno. Milano, 19-27 settembre 2016. Il programma e le info su tessere e biglietti sul sito Lombardia Spettacolo.
Tessere acquistabili a partire dal 13 settembre, i biglietti acquistabili (anche on line) a partire dalle ore 12,30 di venerdì 16 settembre.

Nocturnal Animals

Nocturnal Animals

Paradise

Paradise

Una magnifica abbuffata per chi ama il cinema e vuole sintonizzarsi su quanto offerto dai più recenti, e importanti, festivala. Sono la bellezza di 43 i film, a coprire ogni possibile tendenza e modo di fare oggi il cinema, quelli in programma a Milano a partire da lunedì 19 settembre. E che, raggruppati sotto il marchio glorioso di di Le vie del cinema (siamo alla quarantesima, e più, edizione), presentano una selezione ricca e articolata di quel che è appena stato messo in mostra al Festival di Venezia. Partendo naturalmente dal Concorso, per continuare con le altre sezioni e rassegne parallele come le Giornate degli autori e la Settimana della critica. Ma ci sono anche sette film del festival di Locarno, la cui edizione numero 69 si è conclusa il 14 agosto scorso, ed è se ricordo bene la selezione più ampia del festival ticinese che si sia mai vista a Milano (e son tutti bei film). Seguono due titoli dal recente Festival di Pesaro e uno dal Milano Film Festival attualmente in corso. Più un’anteprima nazionale extra-festival, La vita possibile di Ivano De Matteo.
Il nucleo forte di questo Le vie del cinema è naturalmente costituito dai 10 film venuti dal concorso di Venezia. Mancava nel primo programma reso noto il Leone d’oro, l’ormai leggendario ed extralungo (quasi quattro ore) The Woman Who Left del filippino Lav Diaz. Ma oggi – giovedì 15 – è arrivata la buona novella: il film di Diaz ci sarà, con due proiezioni, aggiunte al precedente calendario, martedì 27 settembre. E c’è il Leone d’argento Nocturnal Animals di Tom Ford, c’è Paradise del russo Andrei Konchalovsky, premio ex aequo per la migliore regia. E c’è, oltre ai tre italiani (Spira Mirabilis, Piuma e Questi giorni), anche una delle belle sorprese di Venezia 73, il francese Une vie di Stéphane Brizé, purtroppo escluso al palmarès ,ma da vedere per come rivitalizza in puro cinema d’oggi un classico di Guy de Maupassant. Tra gli altri del concorso consiglio Les beaux jours d’Aranjuez 3D, un Wim Wenders che, anche grazie al testo di Peter Handke, torna ai suoi giorni migliori, e non fidatevi dei molti, troppi, che nei loro commenti da Venezia l’hanno massacrato. Esige pazienza e concentrazione, ma merita. Tra i Fuori concorso al Lido, due film che si collocano agli antipodi per idea di cinema, ma entrambi da vedere. E sono il molto applaudito al Lido The Magnificent Seven, remake del mitologico western di John Sturges, con ripetuti omaggi paradossalmente più al western italiano che a quello americano, e Austerlitz dell’ucraino Sergei Loznitsa, autore grandissimo quanto sottostimato, che stavolta va a documentare con la sua macchina da presa un particolare tipo di turismo, quello ai campi di sterminio nazisti, ed è un film da cui si esce salutarmente scossi. Tra il molto altro made in Venezia 2016 in vetrina a Milano segnalo il vincitore della sezione Orizzanti Liberami, dove la cineasta-antropologa Federica Di Giacomo ci mostra un esorcista di Palermo al lavoro e i suoi particolari pazienti. E poi: il molto apprezzato dal pubblico veneziano King of the Belgians, il vincitore delle Giornate degli autori The War Show sulla guerra in Siria, un film che commuove e ci fa vergognare per quello che non abbiamo fatto e avremmo dovuto fare, e il colombiano Los Nadie, vincitore della Settimana della critica, con il suo gruppo di ragazzi creativi da strada, un faccio cose-vedo gente a Medellin. Non un capolavoro, ma un raccontino plurimo di formazione più che godibile.

Mister Universo

Mister Universo

Eccellente davvero la selezione dal festival di Locarno ultimo scorso. A partire dall’inquietante Pardo d’oro, il bulgaro Godless, l’altrettanto inquietante polacco The Last Family (dall’est europeo, si sa, arrivano cose di cinema tre le più toste). E poi, quel Mister Universo, menzione speciale della giuria, che con le sue piccole storie circensi a cavallo tra documentario e fictionalizzazione è stato forse il più amato dal pubblico di tutto il festival. Tra gli altri locarnesi anche Stefan Zweig: Farewell to Europe sugli anni di esilio di uno dei massimi scrittori della Mitteleuropa di primo Novecento, film appena designato dall’Austria come suo candidato al prossimo Oscar per il migliore film straniero, e l’argentino El auge del humano, forse il film più ardito ed estremo di questo 2016. Per chi vuol capire da che parte stia andando il cinema oggi nelle sue frange più radicali, non se lo perda, anche se ne resterà completamente spiazzato. Chiudo con un titolo dal festival di Pesaro, l’egiziano In the Last Days of the City lanciato lo scorso febbraio alla Berlinale e considerato dalla critica più attenta ai segni di futuro come uno dei vertici dell’annata filmica. Troppa pesantezza, dite? Non temete, nel listone dei 43 di Le vie del cinema c’è di tutto, compreso quel The Light Between Oceans con la coppia Michael Fassbender & Alicia Vikander che ha riportato al Lido il mélo (e il period movie) più tradizionale e smaccato.

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