Il film imperdibile stasera in tv: ORIZZONTI DI GLORIA di Stanley Kubrick (ven. 4 nov. 2016, tv in chiaro)

Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick, Tv 2000, ore 21,05. Venerdì 4 novembre 2016.
La messa in onda coincide con il 98esimo anniversario della fine per l’Italia della Prima guerra mondiale (4 novembre 1918). Orizzonti di gloria tratta infatti di episodi della Grande Guerra, anche se sul fronte francese e non italiano.
002-paths-of-glory-theredlistMitologico Kubrick dek 1957, manifesto dell’antimilitarismo in cinema insieme ai basici (e di molto precedenti) Niente di nuovo sul fronte occidentale di Lewis Milestone e Westfront 1918 di Georg Wilhelm Pabst. A vederlo oggi, questo Kubrick giovanile (aveva solo 28 anni quando lo girò) e pieno di indignazione sbalordisce per la tecnica, il linguaggio, la forza della messinscena, l’assoluta perfezione, mentre il messaggio pacifista e pure antiborghese e anti-élite sembra ormai schematico e impregnato di ideologia, benché mantenga una sua rude efficacia. Prima guerra mondiale, quella delle trincee e dei massacri su vasta scala, delle plebi proletarie mandate al macello, dei primi gas nervini e dell’hybris, della volontà di potenza degli stati maggiori. Fronte occidentale, dalla parte francese. Broulard, generale ambizioso e tracotante, ordina l’assalto a un’inespugnabile postazione nemica. Una follia che il buono e saggio colonnello Dax cerca di impedire. Niente da fare. Parte l’operazione, e i poveri soldati cadono come mosche sotto il fuoco tedesco, molti si rifiutano di uscire dalle trincee, e questo, dopo la catastrofe, costerà l’accusa di codardia. Broulard esige che siano in centinaia a essere sottoposti alla corte marziali, ma ne verranno scelti – a caso – tre per una punizione esemplare. Orizzonti di gloria si trasforma in un court room movie, con Dax che difende i povericristi dai riti implacabili della cieca giustizia militare, fino all’inevitabile anche se ingiusta condanna alla fucilazione. Di una potenza inaudita, con quel senso dell’epica e dello smisurato che Kubrick sa infondere in ogni scena, anche la più privata (Kubrick è uno dei registi più naturalmente, spontaneamente epici della storia del cinema insieme a Griffith e Sergio Leone). Sequenze di un’esattezza e meticolosità ineguagliabili, frutto di un’ossessività che sarebbe diventata leggendaria. Oggi datato, però che grande lezione di cinema. Kirk Douglas, che poi con K. avrebbe anche girato Spartacus, è perfetto come Dax, il buon soldato. Proibito in Francia per lesa dignità nazionale fino al 1975, e ai francesi ancor gli girano. Occhio alla ragazza che alla fine canta un pezzo popolare tedesco, si chiama Suzanne Christian e sarebbe diventata la signora Kubrick.

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