Il film imperdibile stasera in tv: CORIOLANUS (lun. 7 nov. 2016, tv in chiaro). Uno Shakespare che prefigura la carica dei populismi di oggi

Coriolanus, Rai Movie, ore 0,45. Lunedì 7 novembre 2016.
a196652092040673120406718In questo film del 2011 diretto – e interpretato nel title role – da Ralph Fiennes, non c’è nulla di speciale, cinematograficamente parlando. Una corretta trasposizione filmica, e molto british, dunque di ineccepibile professionalità nell’interpretazione, della tragedia di Shakespeare, certo famosa, ma non tra le sue più popolari e rappresentate. Ralph Fiennes sceglie la solita strada solo apparentemente innovativa, e in realtà ovvia e senza sorprese, della modernizzazione forzata spostando la vicenda all’oggi, tra carri armati, scenari di guerra vagamante balcanici, armi di ultima generazion, telegiornali a annunciare e scandire gli avvenimenti. Secondo una voga attualizzante che imperversa ormai da decenni e che, fingendosi trasgressiva, è invece omai decrepita e pigra tradizione. Non è certo la pseudomodernità della messinscena l’aspetto rilevante di questo Coriolanus, né tantomeno la ragione per cui lo si consiglia come piatto forte della serata cine-televisiva. Gli adattamenti passano, ma Shakpespare resta, e resiste a tutto dall’alto del suo genio. E Coriolanus, oggi, adesso, va assolutamente visto per lui, per il signor Shakeapeare, per il suo testo, di una consonanza con il reale di questi anni che lascia basiti (quando l’ho visto tre anni fa via Nexo Digital in una versione del National Theatre londinese con il meraviglioso Tom Hiddleston, son rimasto a bocca aperrta, letteralmente). Il generale Caio Marzio salva la città di Roma dalla minacciata invasione del Volsci sconfiggendo il nemico a Corioli: una vittoria che lo scaglia al vertice e gli apre ogni possibilità di ukteriore ascesa, ogni palazzo del potere. Solo che i tribuni della plebe lo attaccano, lo mettono sotto scacco, chiedono, esigono un allargamento alle massse popolari della gestione della res pubblica. Ma Coriolano, così è chiamato Caio Marzo dopo il trionfo di Corioli, non cederà alle equivoche richieste che arrivano dal basso, dal ventre della società romana. Da patrizio rivendicherà il diritto e il dovere di non cedere. E pagherà caro, pagherà tutto. Ecco, vedete o rivedete Coriolanus cercando di scorgervi le attuali tensioni populistie che agitano l’Occidente, tra Europa e America, gli attacchi furibondi alle cosiddette caste e alle élite socio-politiche. I maneggi shakepeariani dei tribuni non son poi così diversi da certe torbide manovre cui ogni giorno assistiamo. Il signor William S. come sempre, a stavolta anche più di sempre, aveva già capito tutto. Nella sua enorme commedia e tragedia umana ci sono dentro il passato, il presente, il futuro. Suoi e nostri. Oltre a Ralph Fiennes quale Coriolanus, nel ruolo del suo storio rivale Tulo Aufidio c’è il macho Gerald Butler. Vanessa Redgrave, un mito, è la madre Volumnia, titolare di un monologo che da solo vale il film. Jessica Chastain è la moglie Virgilia.

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