Torino Film Festival 34. Vince il cinese THE DONOR: il migliore, semplicemente. Tutti gli altri premi

il vincitore 'The Donor'

il vincitore ‘The Donor’

Diramato il palmarès dell’edizione numero 34 del TFF, edizione che ha messo a disposizione del pubblico (e della stampa) quasi duecento film, spesso assai belli, così belli e importanti da avere oscurato quello che dovrebbe essere il nucleo forte del festival, il suo concorso (Torino 34). Concorso in cui son stati proiettati, tra opere prime, seconde e anche terze, 15 film: alcuni buoni o ottimi, altri deludenti (questa la mia classifica). Al cinema Reposi 3 dalle 20 di stasera cerimonia di premiazione, cui seguirà la prima italiana di Free Fire, il nuovo e notevole film del talentaccio inglese Ben Weathley. Ecco i vincitori, secondo la giuria presieduta da Ed Lachman, al quale si sono affiancati Adrian Sitaru, Dom McKellar, Mariette Rissenbeek e Hadas Yaron.

CONCORSO INTERNAZIONALE LUNGOMETRAGGI

Migliore film
The Donor/ Juan Zeng Zhe di Qiwu Zang (Cina)
Il premio perfetto. The Donor è nettamente, e senza discussioni, il miglior film tra quelli del concorso. Sarebbe stato uno scandalo non premiarlo. La mia recensione.

Premio speciale della giuria
Los Decentes di Lukas Valenta Rinner (Austria/Corea del Sud/Argentina)
Il cinema impassibile e implacabile di Ulrich Seidl incontra il surreal-gottesco latinoamericano in questo film di un austriaco operante a Buenos Aires. Avrei preferito che questo secondo premio in ordine di importanza andasse al francese Les derniers parisiens, ma tant’è. Los Decentes è certo il segno di un sicuro talento (di Rinner però avevo preferito di gran lunga il precedente Parabellum), ma resta troppo invischiato in ideologismi e liberazionismi sessuali ormai usurati. E però, intendiamoci, non è mica un premio scandaloso. Rinner è autore da tenere d’occhio. La mia recensione.

Premio per la migliore attrice a
Rebecca Hall per Christine di Antonio Campos (USA)
Inceccepibile. Rebecca Hall è il lato migliore di un film che ricostruisce il caso della giornalista americana Christine Chuppuck che si suicidò in dretta tv nel 1974. Se intercetta i venti favorevoli e i giusti bilanciamenti geopolitici, Rebecca Hall potrebbe anche prendersi qualche soddisfazione nell’imminente Awards’ Season americana. La mia recensione.

Premio per il migliore attore a
Nicolas Duran per Jesus di Fernando Guzzoni (Cile)
Un modo di premiare uno dei film migliori e più disturbanti del concorso. L’nterpretazione del giovanissimo Nicolas Duran rende assai bene le contraddizioni e l’opacità morale di un adolescente perduto della Santiago di oggi. Ma forse il premio gli sta troppo largo. Prendiamolo come un riconoscimento a Jesus. La mia recensione.

Premio per la migliore sceneggiatura a
The Donor/ Juan Zeng Zhe di Qiwu Zang (Cina)
Il doppio premio al film di Qiwu Zang segnala una qualità nettamente superiore a quella degli altri titoli in gara. Premio ineccepibile. La mia recensione.

Premio del pubblico a
Wir Sid Die Flut/ We Are the Tide di Sebastian Hilger (Germania)
Sconforta che la giuria popolare abbia premiato il film peggiore di tutto il concorso. Non ignobile, ma inesorabilmente medio e qualunque. L’unica nota stonata di un palmarès altrimenti in buona parte condivisibile. La mia recensione.

Gli altri premi, quelli ai miglior documentari italiano e straniero, ai migliori corti ecc., li trovate elencati al link qui sotto. Segnalo solo il Fipresci, il premio della giuria internazionale, andato al bellissimo Les derniers parisiens di Hamé Bourokba e Ekoué Labitey (Francia). Un film che potrebbe fare molta strada dopo questo TorinoFF.
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