A Milano i film del TorinoFilmFestival (16-19 dicembre)

Il Torino Film Festival a Milano con #leviedelcinema, da venerdì 16 a lunedì 19 dicembre 2016. (Qui altre informazioni)
Le vie del cinema, la pluridecennale macchina organizzativa cinefila che presenta a Milano i film dei festival nazionali ed extranazionali, porta in città in questi giorni anche il Torino Flm Festival, chiusosi giusto un paio di settimane fa. Ed è il quarto appuntamento quest’anno con Le vie del cinema dopo i film di Cannes, Locarno e Venezia (con qualche inserimento dal Pesaro Festival e dal Bergamo Film Meeting). Sono quattro i titoli di Torino in programma, tutti da vedere.

The Donor (Juan Zeng Zhe) di Qiwu Zang, Cina – venerdì 16 dicembre ore 20,10, Anteo.
off_juanzengzhep_01Il film cinese che ha vinto il Torino Film Festival numero 34 mettendo d’accordo tutti, giuria, stampa e pubblico. Anche premiato per la migliore sceneggiatura. In una Cina polarizzata tra sfacciatamente ricchi e povericristi, un compito giovane uomo delle classi alte convince un un meccanico sempre in cerca di soldi a cedere un rene alla sorella malata che solo un trapianto può salvare. Il corpo e le sue parti come nuova merce. Storia tosta e senza concessioni, ma anche perfetto controllo della messinscena da parte del regista. Un film stilisticamente impeccabile e perfino qua e là ardito. Glaciale, crudele. La mia recensione da Torino.

Clash (Eshtebak) di Mohamed Diab, Egitto – sabato 17, ore 20,30, Apollo.
off_clash_02Approdato a Torino nella sezione Festa mobile dopo essere stato proiettato lo scorso maggio a Cannes come film d’apertura di Un certain regard. Indispensabile per capire l’Egitto di oggi, e le sue spaccature interne tra sostenitori del presidente Al Sisi e quelli del deposto presidente Morsi, esponente dai Fratelli musulmani. Nella notte del golpe militare di Al Sisi in una camionetta della polizia si ritrovano rinchiusi sostenitori delle due fazioni in campo, più qualche non schierato. Un microcosmo in cui si riflettono tutto il travaglio e il casino là fuori. Un quadro assai istruttivo e allarmante, un film che spiega dal di dentro l’Egitto, e il mondo arabo di oggi, molto di più di qualsiasi inchiesta giornalistica. Da non perdere, davvero.

Slam -Tutto per una ragazza di Andrea Molaioli, Italia – domenica 18, ore 17,50, Colosseo.
off_slam_tuttoperunaragazza_foto-di-alberto-novelli_06Dopo La ragazza del lago e il meno fortunato Il gioiellino, Andrea Molaioli vira verso la commedia familiare cercando di catturare l’air du temps con l’adattamento alla realtà italiana di un romanzo di Nick Hornby. Genitori giovani che hanno avuto un figlio troppo da giovani (lei a sedici anni, come peraltro già sua madre) si ritrovano adesso con la creatura ormai adolescente e tutte le complicazioni del caso. Il rampollo Sam teme difatti di dover metter su anche lui precocemente famiglia, come già capitato a mamma e nonna. Riuscirà a scansare la maledizione? Ma ecco profilarsi una ragazza, e le difese di Sam, fino ad allora concentrato tutto sullo skateboard, cominciano a vacillare. Con Luca Marinelli e Jasmine Trinca. È l’unico dei quattro film in programma che non ho visto.

Lady Macbeth di William Oldroyd, UK. – lunedì 19, ore 21,00, Mexico.
off_ladymacbeth_02Tra tutti quelli del concorso, forse il film che più è piaciuto al pubblico. Tant’è che si dava per scontato che un premio lo avrebbe preso, magari quello di migliore attrice per la sua protagonista Florence Pugh. Invece niente. Ma Lady Macbeth resta una bella scoperta. Ispirato a un racconto del russo Lermontov, Lady Macbeth del Distretto di Mcensk (diventato anche un’opera lirica di Shostakovich), sposta però trama e personaggi nella campagna inglese dell’Ottocento vittoriano, in un plumbeo castello dove la giovane, troppo giovane sposa Katherine deve subire le disattenzioni, il disprezzo e le crudeltà mentali del marito e l’arroganza del suocero. Si farà per amante lo stalliere e si prenderà la sua vendetta. Elegante senza però le smancerie solite del film in costume. Grazie anche a un regista dal polso fermo e dallo sguardo sicuro e freddo. Un perfetto esempio di cerebrale cinema della crudetà, con qualche deriva sanguinolenta. La mia recensione da Torino.

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