Film stasera in tv: ROSENSTRASSE di Margarethe von Trotta (ven. 27 genn. 2017, tv in chiaro)

Rosenstrasse, Rai Movie, ore 21,20.Venerdì 27 gennaio 2017.
1837811818378119Rivalutare Margarethe von Trotta, ricollocarla al posto che merita. Il suo magnifico Hannah Arendt di qualche anno fa ci ha fatto capire di che tempra sia fatta questa regista troppo spesso scambiata per un’autrice militante appesantita da troppi intenti didascalici e al servizio di molte cause, in primis quella femminil-femminista. Invece von Trotta è, innanzi tutto, una narratrice robusta, capace come pochi di tradurre la Storia, ebbene sì con la maiuscola, nel microcosmo di vite ordinarie ma non per questo insignificanti (e viceversa). In Rosenstrasse, dei primi anni Duemila – presentato con quel che si dice successo di stima a Venezia – abborda un pezzo di storia laterale e apparentemente minore, di resistenza umana, prepolitica, al nazismo, e lo fa fictionalizzando quanto serve, romanzando il giusto per meglio far passare ‘il messaggio’. A New York una giovane donna di nome Hannah si interroga sul rigido ebraismo ortodosso dell’anziana madre e sul perché ostacoli così ostinatamente il suo matrimonio con un ragazzo latinoamericano non ebreo. C’è dietro un segreto di famiglia, e per scoprirlo Hannah deve andare a Berlino, la città in cui la madre è cresciuta. Tutto la riconduce a un episodio non così raccontato nei libri sul Terzo Reich, la protesta che un gruppo di donne non ebree sposate a ebrei inscenarono per nove giorni del 1943 in Rosenstrasse perché fossero liberati i mariti. Il film è fortemente a rischio di retorica, che però la sapienza di Margarethe von Trotta riesce a evitare o almeno a ridurre a dosi omeopatiche. Quel che conta è che a uscire dall’ombra sia un episodio minore ma importante. Che dimostra cone non tutti i tedeschi accettarono passivamente e furono complici.

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