Berlinale 2017. Recensione: T2 TRAINSPOTTING, un film di Danny Boyle. Un sequel non necessario

201719777_3T2 Trainspotting, un film di Danny Boyle. Con Ewan McGregor, Robert Carlyle, Johnny Lee Miller. Competizione (fuori concorso).
201719777_6Fracassone, smargiasso, antipatico. Il sequel a vent’anni di distanza dal fondativo Trainspotting sarebbe potuto utilmente restare allo stato di progetto, e invece. Voto 4 e mezzo
201719777_1Era proprio il caso di dìfarci il sequel, a Trainspotting,vent’anni dopo? Visto il risultato, proprio no. T2 rimette tutti all’opera, il regista Danny Boyle, Ewan McGrefor, Johnny Lee Miller, Robert Carlyle, per un prodotto fracassone, ipercolorato-pop, adrenalinico e amfetaminico, smargiasso e completamente inutile. Soprattuto, senza un attimo di verità, senza una necessità. Un film glaciale che sembra seguire le linee guida dettate dal marketing più che un progetto narrativo. Chissà perché il piacione Renton detto Rent Boy (Ewan McGregor) torna a Edimburgo e ricontatta gli amici dopo che gli ha fregato i soldi per il suo business di eroina del film preedente. Sì, restituisce a ognuno la sua parte, ma non tutti sono entusiasti di ritrovarselo tra i piedi. Sick Boy ha messo su un bordello mascherato da sauna, con la sua ragazza bulgara quale principale attrazione: i clienti adorano farsi penetrare analmente dal suo dildo (e però lei non vede l’ora di fare la scalata e issarsi in ufficio a fare la Madame e smistare clientela e ragazze). Spud è sempre disperato, sempre tossico, ma è quello che meglio accoglie il rotornante Renton. Intanto Franco (Robert Carlyle) scappa di galera, e il combinato maldisposto dei disastri ora dell’uno ora dall’altro genera un micidiale girotondo in cui tutti scappano, si inseguono, si menano, cercano di fregarsi a vicenda, mettono su improbabili business turistici. Con il grottesco quale cifra regina dell’operazione. Sono tutti antipatici, nessuno che riesca a suscitare la nostra comprensione. Degli stronzi in cerca, più che di un posto nel mondo o del senso della vita, del proprio sarbene qui-e-ora, con molte puttane, molta droga, molti soldi. Qua e là affiorano momenti noir, ma nessuno, a partire da Danny Boyle, ha la voglia di realizzare seeriamente un crime drama. Solo di fare caciara. Voto 4 e mezzo

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