Un film di Jonathan Demme stasera in tv: QUALCOSA DI TRAVOLGENTE (giov. 27 aprile 2017, tv in chiaro)

Qualcosa di travolgente di Jonathan Demme, Rai Movie, ore 23,30. Giovedì 27 aprile 2017.
Rai Mouie dedica la sua seconda serata a Jonathan Demme, il regista tra gli altri di Philadelphia e Il silenzio degli innocenti scomparso ieri, 26 aprile, all’età di 73 anni.
Film molto newyorkese e molto anni Ottanta (dell’86, per la precisione), girato da un Jonathan Demme all’apice della sua capacità di raccontare con immediatezza esistenze cangianti e in movimento, un Demme non ancora travolto dai successi mainstream di Il silenzio degli innocenti e Philadelphia, e legato alla scena indie di Manhattan (la colonna sonora, per dire, è di David Byrne). Film che allora amai molto, e credo che mi piacerebbe molto ancora, qualora lo rivedessi. Il canone narrativo è quello della donna ciclone che travolge e stravolge la vita di un uomo qualunque capitato (o malcapitato) sulla sua strada. L’everyman qui si chiama Charlie e si fa trascinare in un weekend di sesso, alcol e altre sostanze da una Lulu assai trasgressiva conosciuta per caso che se ne gira con un paio di manette a uso erotico. Finirà che lui non sarà più lui dopo quel giro, e che dietro alla ragazza spuntino storie e persone complicate parecchio. Ma che importa. Importa l’iniziazione alla vita, alla sua pienezza. Questo film racconta una trasformazione e un rito di passaggio, dalla parte normale e tranquilla della strada alla wild side di loureediana memoria. Film che intercetta l’epoca e lo spirito del suo tempo, e dà voce, corpo, immagine a un protagonismo femminile in quegli anni Ottanta arrembante e incontenibile, davvero travolgente. Non per niente un film che assomiglia a questo è Cercasi Susan disperatamente con l’icona massima della nuova femminilità di allora, Madonna. Anche il grande Scorsese ha molto pescato da qui per il suo pur bellissimo Fuori Orario. Solo che Jonathan Demme è arrivato prima fissando un nuovo formato narrativo (che peraltro qualcosa deve a precedenti come Susanna! di Howard Haks e What’s Up Doc? di Peter Bogdanovich). Qui la donna-ciclone, anche donna-disastro, è una strepitosa Melanie Griffith, che porta nel film un’ernergia che oggi, a vederla come s’è ridotta, non si riesce nemmeno a immaginare.

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