Film stasera in tv: THE STORY OF FILM (ep. 5 – Cinema del dopoguerra) – ven. 21 luglio 2017, tv in chiaro

The Story of Film (ep. 5- Cinema del dopoguerra) di Mark Cousins, Rai5, ore 21,15. Venerdì 21 luglio 2017.

'Roma città aperta', di cui si parla nella puntata di stasera di 'The Story of Film'

‘Roma città aperta’, di cui si parla nella puntata di stasera di ‘The Story of Film’

Il critico-filmmaker Mark Cousins

Il critico-filmmaker Mark Cousins

Prosegue stasera, ed è ormai un appuntamento consolidato su Rai 5 da qualche settimana, la messa in onda della più conosciuta e riuscita delle storie del cinema uscite negli anni Duemila. L’ha realizzata in video in 15 episodi di un’ora ciascuno (diventati anche un libro) il critico e filmmaker irlandese Mark Cousins, con buonissimi esiti dappertutto. Titolo originale: The Story of Film – An Odyssey, mentre l’imponente opera è stata poi mandata in Italia in qualche sala qualche anno fa con il titolo Storia del cinema, un’odissea. In tv l’aveva già trasmessa La Effe, adesso la riprende, e fortunatamente in prime time, Rai 5, ed è il caso di seguirla, anche perché l’opera del signor Cousins, pur non originalissima, è assai puntuale e per niente parruccona. Si va dai Lumière agli anni recentissimi, assemblando immagini di repertorio, un’infinità di spezzoni di film famosi (e anche meno) e un bel po’ di interviste (Bertolucci, Jane Campion, Lars Von Trier, Claudia Cardinale, per dirne solo alcuni). L’approccio critico, soprattutto fino alla puntata 10,  si attiene senza troppi scostamenti al canone consolidato. Il muto, il cinema espressionista tedesco, le avanguardie storiche, il neorealismo ecc. ecc. Di nuovo c’è l’indubbia abilità comunicativa e divulgativa di Cousins, il quale riesce a ridare smalto a storie e opinioni già sentite mille volte. Di meno scontato c’è l’attenzione  al cinema non europeo e non americano: Medio Oriente, Nord Africa, Africa sub sahariana, Asia lontana, India, e son molte le cose interessanti che saltano fuori da questi territori. Tremendo è invece Cousins quando metaforizza e simbolizza con immagini che si vorrebbero evocative e son solo kitsch. Buono il ricorso a spieghe di tipo tecnico e relative a regia e linguaggio cinematografico (la macchina da presa ad altezza di tatami di Ozu, la profondità di campo di Orson Welles ecc.). Stasera, puntata numero 5, si affronta il cinema post WWII, a partire dalla rivoluzione portata dal neorealismo italiano di Rossellini e De Sica con il loro urgente bisogno di verità. Ma si parla anche di Orson Welles e perfino del cinema del primo Martin Scorsese, che della lezione rosselliniana è dichiaratamente debitore.
Di tutte le 15 puntate le migliori in my opnion sono le ultime due, quando Cousins osa ed esce dal paradigma più ovvio. Il cinema italiano? Presente nei suoi passaggi fondamentali: il muto con Pastrone e gli altri, ovviamente il neorealismo, gli anni Sessanta. Poi zero. L’autore non cita nessun nostro film degli ultimi 25 anni, e vorrà pur dire qualcosa. Molte le cose discutibili, ma in questo genere di operazione è inevitabile. Per dire, si dà un enorme spazio a un autore africano a me sconosciuto, ma si liquidano Bergman e Fellini in poche battute e immagini. Ah, il politicamente corretto e il terzomondismo che mai non muoiono.

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