Berlinale 2018. I 4 FILM che ho visto venerdì 16 febbraio

Las Herederas (Le ereditiere)

Las Herederas di Marcelo Martinessi. Competition. (cliccare per la recensione estesa)
Paraguay oggi. Chela e Chiqui, tutte e due tra i cinquanta e i sessanta, sono una coppia da molto tempo. Anche se nascosta. Fanno parte della borghesia, vivono in una bella e decaduta casa ricevuta in eredità dove tutto è in vendita, tranne i muri. Perché i soldi son finiti da un pezzo. Poi Chela, che non ha mai affrontato la vita, resta sola, e deve imparare a cavarsela. Sobrio, controllatissimo, il film di un uomo che racconta solo donne, le due protagoniste e quelle che stanno loro intorno. Uno sguardo buttato dentro la ex classe agiata del Paraguay che molto ci svela di un paese poco raccontato. Voto tra il 6 e il 7
Damsel di David & Nathan Zellner. Competition. (cliccare per la recensione estesa)
Dopo cinque film belli o almeno decorosi, è arrivato l’orrore con questo Damsel. Che, volendo decostruire e detournare il western, lo butta in farsaccia demente più che denenziale. Con personaggi scemi e/o repulsivi. Oltretutto lungo due ore. Peccato per Robert Pattinson, che si butta generosamente in un ruolo impossibile. Voto 4
Fotbal Infinit (Football infinito) di Corneliu Porumboiu. Forum. (cliccare per la recensione estesa)
Il più curioso e eccentrico dei registi rumeni va a intervistare – ed è il suo secondo docu sul pallone – un signore che si è messo in testa di riformare le regole del l calcio. A partire dal campo ottagonale. Inascoltato, finora. Un delirante? Un visionario? Un profeta? Ma attraverso il suo ritratto vien fuori molto altro: la vita ai tempi di Ceausescu, le continuità e discontinità tra l’allora e l’oggi. Voto 8
Eva di Benoît Jacquot. Competition. (cliccare per la recension estesa)
Nuova cineversione di un noir con femme fatale di James Hadley Chase. Ma questo Eva non regge il confronto con il capolavoro che Joseph Losey trasse mezzo secolo fa dallo stesso romanzo. La storia di un giovanotto falso scrittore irretito da una prostituta di alta gamma stavolta precipita nell’ordinarietà, perdendo ogni aura. Con una Isabelle Huppert clamorosamente fuori parte. Voto 4 e mezzo

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