Il film imperdibile stasera in tv: DELITTO IN PIENO SOLE (sab. 28 aprile 2018, tv in chiaro)

Delitto in pieno sole di René Clément, Rete Capri (66 dt), ore 22,30. Sabato 28 aprile 2018.
Il primo e migliore Tom Ripley della storia del cinema. Nato dalla più cerebrale e crudele di tutte le autrici di noir e mystery, ovverossia Patricia Highsmith (le possono stare vicine tutt’al più Daphne du Maurier e Ruth Rendell), il personaggio dell’avventuriero americano che uccide e falsifica la propria identità per salire la scala sociale trova in questo film del 1960 di René Clément la propria perfetta, definitiva incarnazione in Alain Delon. Un giovane Delon di bellezza assoluta, classica, levigata e apollinea, ma con Dioniso pronto a erompere e svellere tutto ciò che sta intorno. Nessuno sarà più come lui, nessuno sarà un Ripley come lui, non Dennis Hopper (L’amico americano), né Matt Damon (Il talento di Mr. Ripley) e John Malkovich (Il gioco di Ripley).
Delitto in pieno sole è tratto da Il talento di Mr. Ripley, il romanzo della Highsmith cui decenni dopo attingerò Anthony Minghella per il suo omonimo e più di questo (immeritatamente) celebre film. Ed è la costruzione, la fondazione dello stesso personaggio, la sua prima diabolica avventura, il suo passaggio da giovane qualunque a delinquente sofisticato e imprendibile. Mediterraneo, fine anni Cinquanta. Il povero ma bello Thomas Ripley accompagna l’amico ricco Philippe nella sua crociera in yacht verso Taormina. Con loro anche Marge, la fidanzata di Philippe. Tutto sembra procedere senza scosse nella magnificenza del mare, sotto il sole, eppure le tensioni tra i due amici sono altissime. Dopo uno sgarbo ricevuto, Tom uccide Philippe, ne butta il cadavere in mare e assume la sua identità. Una recita, che è anche assimilazione inconscia all’altro e sua incorporazione quasi rituale, e che segnerà l’inizio della sua vita oltre la legge. Alain Delon restituisce meravigliosamente un Ripley insieme innocente e luciferino, cui nessuno può resistere, e che trasforma il proprio sex appeal in arma di offesa e strumento criminale. Fa da sfondo l’Italia di quegli anni alle soglie del boom che l’avrebbe ridisegnata e cambiata, ma ancora incantata e intatta. Un’Italia che allora era il paradiso sognato da tutto il mondo. Philippe è Maurice Ronet, Marge una Marie Laforet di indicibile bellezza.

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