16 film da vedere stasera in tv (ven. 29 giugno 2018, tv in chiaro)

Ufficiale e gentiluomo

Il sarto di Panama

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La rosa tatuata di Daniel Mann, Oscar a Anna Magnani, Rete Capri (66 dt), ore 21,00.
Io e lei di Maria Sole Tgnazzi, Rai Movie, ore 21,10.
Cyborg, Spike tv, ore 21,15.
Un Van Damme movie ormai classico, con lui praticamente in guerra da solo contro un mucchio selvaggio di criminali, il tutto in un mondo postapocalittico causa epidemia di peste.
Un povero ricco di Pasquale Festa Campanile, la7, ore 21,10.
Commedia italiana del periodo ormai di decadenza del genere (siamo nei primi Ottanta) con un Pozzetto ricco, ricchissimo, ma ossessionato dalla paura di oerdere il suo status e i suo soldi. Si ché uno psicologo gli consiglia come terapia di provarla per un po’, la vita da nullatenente, onde esorcizzare quell’incubo che lo perseguita. Ed ecco che il Pozzetto staricco va a vivere in periferia a misurarsi con la dura realtà. Incontrerà una donna assai volitiva di cui si innamorerà. Alla regia l’acuto Pasquale Festa Campanile, che va a ri-raccontare la storia atrchetipica del ricco che si fa povero, storia che ha il suo modello irraggiungibile in I dimenticati di Preston Sturges.
Captain America -The Winter Soldier, Rai2, ore 21,20.
Wanted di Timur Bekmambetov, Italia 1, ore 21,21.
Il sarto di Panama di John Boorman, Cine Sony, ore 22,15.
Blob fluido mortale, Rete Capri (66 dt), ore 22,30.
Sì, quello della sigla del Blog ghezziano di Rai Tre, quello del geniale claim «è la cosa più orribile che abbiamo mai visto». Horror-fantascientifico di quelli meravigliosamente baracconeschi e sgangherati degli anni Cinquanta, con effetti speciali fabbricati con un pugno di dollari e molte idee. Dallo spazio arriva, tramite meteorite, una cosa gelatinosa che avvolge e ammazza quanto di vivente le si pari sulla strada. Attenzione, c’è uno Steve McQueen giovanissimo, poco più che esordiente (siamo nel 1958).
La patata bollente di Steno, la7, ore 22,50.
After Earth, Cine Sony, ore 23,05.
Death Race, Mediaset Italia 2, ore 23,20.
Per tutti i devoti di Jason Statham, l’action hero meglio riuscito degli anni Duemila. Che qui è il protagonista del remake dell’ultracultistico Anno 2000, la corsa della morte di Paul Bartel. Distopico (ambientato nel 2012!) con giochi gladiatori, che adesso sono corse automobilistiche tra detenuti. Corse mortali, è ovvio: chi vince e sopravvive avrà la libertà. Purtroppo dirige il Paul W.S. Anderson di Resident Evil, il peggio riuscito dei tre Anderson del cinema americano di oggi (gli altri, quelli buoni, sono Paul Thomas e Wes).
8 mm, delitto a luci rosse, Rai 4, ore 23,42.
Sucker Punch di Zack Snyder, 0,10.
Fairytale, Rai Movie, ore 0,35.
Lodevole tentativo – siamo nel 2012 di una coppia registica itaian, Christian Bisceglia e Ascanio Malgarini, di inseririsi nel ricco mercato internazionale dell’horror con un film girato in inglese. Tentativo solo parzialmente riuscito (Fairytale non a sfondato negli Usa, che è il mercato che conta e fa da pilota al resto de mondo). Siamo, in questi anni Dieci, nell’Agro Pontino, quella parte di Lazio che fu a suo tempo l’epicentro dell’epopea fascista del risanamento delle paludi. Una madre ameriicana si trasferisce con figlioletta nell’Agro, e subito cominciano gli incubi e gli strani fenomeno legati alla leggenda della Fata Dentina. Emergerà una truce storia legata al fascismo. Il modello evidente è il bellissimo La spina del diavolo di Guilermo del Torom che rileggeva a modo suo, e in chiave di horror, il franchismo e la guerra civile spagnola. Non è a quei oivelli, ovvio, ma resta un film interessante e degno di attenzione.
Wonderland, Cine Sony, ore 0,50.
Ufficiale e gentiluomo di Taylor Hackford, Paramount Channel, 0,55.
Uno dei film simbolo dei primi anni Ottanta, enorme successo trasnazionale, e platee femminili e gay definitivamente conquistate al culto di Richard Gere, che da allora non perderà mai più il suo status di sex symbol. Con scene memorabili entrate nell’immaginario collettivo (ma si dirà ancora?): l’addestramento delle reclute da parte del bastardissimo sergente Lou Gossett Jr., e quella finale con Gere in bianca divisa che si porta via dalla fabbricaccia Debra Winger. Esemplarissimo racconto di formaziomne di un ragazzo semisbandato e con famiglia disastrata alle spalle che attraverso la rude disciplina militare diventa uomo fatto e finito. Il fascino della divisa alla Liala riverniciato a misura degli anni Ottanta dell’immagine e della scoperta del potere fascinatorio del look. Però che coppia, Richard Gere e Debra Winger. Regia di Taylord Hackford, uno che il cinema popolare lo sapeva, e lo sa, fare.

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