26 film da vedere stasera in tv! (lunedì 23 luglio 2018, tv in chiaro)

Splendore nell’erba

Come ammazzare il capo… e vivere felici

Cliccare il link per la recensione di questo blog. Alcune schede si riferiscono a precedenti messe in onda.

La vita di Vernon e Irene Castle, Rete Capri (66 dt), ore 21,00.
Come ammazzare il capo… e vivere felici (Horrible Bosses), 20, ore 21,00.
Commediaccia di quelle sboccate e però acute e assai intelligenti, e benissimo scritte, come solo in America san fare. Enorme successo in patria, un po’ meno da noi, dove il genere raunchy, e relativi dintorni e derivati, non ha mai attecchito veramente (colpa anche del doppiaggio che massacra le battute appiattendo, spampanando, stravolgendo i tempi). Qui tre giovani uomini variamente angariati dai propri capi decidono di mettere a punto un piano per ammazzarli, assoldando un sicario allo scopo. Naturalmente niente andrà come previsto, e si scatenerà la girandola dei qui pro quo con effetti grotteschi. Cast sontuoso: gli specialisti del genere Jason Bateman e Jason Sudelkis, più Colin Farrell, Kevin Spacey, Jennifer Aniston e Jamie Foxx. Più sintetico e incisivo il titolo originale Horrible Bosses.
Via da Las Vegas, Iris, ore 21,00.
Il momento di uccidere di Joel Schumacher, Cine Sony, ore 21,00.
Uno dei molti legal thriller tratto da John Grisham, che stavolta, a differenza di altre, ottiene il controllo sulla sceneggiatura. Siamo nel Sud profondo e razzista. Un nero, reduce dal Vietnam, si fa giustizia da solo uccidendo chi gli ha violentato e ammazzato la figlia: sarà, quello contro di lui, un processo caldissimo. Con il sulo giovane avvocato difensore – è Matthew McConaughey – minacciato dal Ku Klux Klan. Parecchie le affinità con il classico Il buio oltre la siepe. Cast imponente. Con McConaughey ci sono Sandra Bullock, Kevin Spacey e Samuel L. Jackson.
La resa dei conti di Sergio Sollima, Ri Movie, ore 21,10.
Getta la mamma dal treno di Danny De Vito, Italia 7Gold, ore 21,10.
Io ti ammazzo la moglie, tu mi ammazzi la madre. Prende da Hitchcock (Delitto per delitto) e perfino da Maurizio Lucidi (La vittima designata) questa commedia greve di Danny DeVito. Uno bravo, che però tende pericolosamente al laido.
Fuori controllo, Rai3, ore 21,15.
Mel Gibson-movie del 2010, con lui poliziotto di rude scorza e lunga carriera cui uccidono misteriosamente la figlia. E comincia un’indagine che porterà il padre molto lontano, e molto in alto.
Becoming Jane, Cielo, ore 21,15.
Un Dios Prohibido (Un Dio vietato) di Pablo Moreno, Tv2000, ore 21,15.
Non lo si liquidi, please, come uno dei film devozionali trasmessi dalla tv della CEI. Di produzione spagnola, Un Dio vietato ricostruisce un barbaro episodio della barbara guerra civile di Sagna, quella in cui i repubblicani si opposero ai franchisti e che ha lasciato cicatrici indelebili nella coscienza della nazione. Un conflitto che anticipò la più vasta guerra che di lì a qualche anno avrebbe investito l’Europa tutta. E furono eccidi e fu sangue a fiumi, da tutte e due le parti. Certo, ci furono Garcia Lorca ucciso dalla reazione e Guernica. Ma ci fu anche la strage di Barbastro, città dell’Aragona: 60 persone ospitate in un seminario che, rifiutatesi di lasciare la Chiesa e di arruolarsi tra i repubblicani, furono massacrate. Sopravvissero solo in 9. Un Dio vietato ipercorre quella pagina di storia non così spesso rievocata, a dirci che a macchiarsi di orrori fu anche chi, in quella guerra, in quella macelleria, stava a sinistra e agitava il rosso delle bandiere.
Pacific Rim di Guillermo Del Toro, Italia1, ore 21,15.
Wallis – L’amore senza corona, la7, ore 21,15.
La storia mille volte raccontata dell’uomo che per amore non volle farsi re, Edoardo VII: ma stavolta, in questo film di pura marca british, vista dalla parte di lei, l’americana Wallis Simpson, la divorziata, la cinica, la dissoluta, colei che portò Edoardo all’insana decisione di abdicare. Così almeno, cinica e scaltra, l’hanno sempre descritta i suoi molti haters. Mentre questo film riabilita e revisiona anche sulla base di documenti inediti. Solo per gli appassionati delle infinite saghe di Buckingham Palace.
It Follows di David Robert Mitchell, Rai4, ore 21,20.
Pulp Fiction di Quentin Tarantino, Tv8, ore 21,20.
Il castello di Rod Lurie, Rete4, ore 21,27.
Splendore nell’erba di Elia Kazan, Rete Capri (66 dt), ore 22,30.
Le due verità (Forever Mine) di Paul Schrader, Italia 7Gold, ore 22,50.
Fratelli per la pelle dei fratelli Farrell, Paramount Channel, ore 23,00.
Faccia a faccia di Sergio Sollima, Rai Movie, ore 23,05.
Viaggio in Inghilterra di Richard Attenborough, la7, ore 23,15.
Gran storia d’amore con uso di cultura alta e meravigliosi ambienti accademici Old England. L’americana Loy Gresham, accompagnata dal figlio, raggiunge Oxford per incontrare – siamo negli anni Sessanta -lo scrittore C. S. Lewis (Le cronache di Narnia), idolo del di lei rampollo. Troverà un uomo blindato nelle sue abitudini di maturo celibe, un cuore in inverno, impenetrabile. Ma qualcosa scatta, qualcosa succederà. Dovranno superare molte prove prima di amarsi. E di sposarsi. Assolutamente british, con la gran coppia costituita da Anthony Hopkins, che coi ruoli di inglese inamidato ci ha costruito una carriera, e un’attrice di culto vero come Debra Winger. Regia classica dell’inappuntable Richard Attenborough. Anzi, Sir Richard. Film per signore eleganti e di animo fine.
The Messenger – Oltre le regole, Iris, ore 23,23.
Il messaggero, in questo film del 2009, è un ufficiale che ha il difficile incarico di contattare le famiglie dei caduti in guerra (la guerra è quella dell’Iraq). Premiatissimo. Sceneggiatura di Alessandro Camon, il figlio ormai americanizzato dello scrittore Ferdinando.
Le feste degli altri, docufilm, Tv2000, ore 23,30.
Non male l’idea dei documentaristi Elisa e Lorenzo Pinna di penetrare con la mdp all’interno delle molte comunità etniche e religiose che da sempre convivono nel nostro paese-mosaico o che negli ultimi decenni ne hanno arricchito e stratificato il panorama umano. Un viaggio che ha l’obiettivo di mostrare e raccontare le feste che scandiscono i vari calendari religiosi. Tra Ebraismo, Islam, Ortodossia cristiana, e altre fedi ancora.
Ouija – Le origini del male, Italia1, ore 23,55.
Vixen! di Russ Meyer, Cielo, ore 0,25.
The Story of Film, ep. 9, Rai5, ore 0,55.
Continuano su Rai 5 le repliche della più conosciuta e riuscita delle storie del cinema degli ultimi anni. L’ha realizzata in video in 15 episodi di un’ora ciascuno il critico e filmmaker irlandese Mark Cousins, con buonissimi esiti dappertutto. Titolo originale: The Story of Film – An Odyssey, mentre l’imponente opera è stata poi mandata in Italia in qualche sala qualche anno fa con il titolo Storia del cinema, un’odissea. Ed è il caso di seguirla adsso in tv, anche perché l’opera del signor Cousins, pur non originalissima, è assai puntuale e per niente parruccona. Si va dai Lumière agli anni recentissimi, assemblando immagini di repertorio, un’infinità di spezzoni di film famosi (e anche meno) e un bel po’ di interviste (Bertolucci, Jane Campion, Lars Von Trier, Claudia Cardinale, per dirne solo alcuni). L’approccio critico, soprattutto fino alla puntata 10,  si attiene senza troppi scostamenti al canone consolidato. Il muto, il cinema espressionista tedesco, le avanguardie storiche, il neorealismo ecc. ecc. Di nuovo c’è l’indubbia abilità comunicativa e divulgativa di Cousins, il quale riesce a ridare smalto a storie e opinioni già sentite mille volte. Di meno scontato c’è l’attenzione  al cinema non europeo e non americano: Medio Oriente, Nord Africa, Africa sub sahariana, Asia lontana, India, e son molte le cose interessanti che saltano fuori da questi territori. Tremendo è invece Cousins quando metaforizza e simbolizza con immagini che si vorrebbero evocative e son solo kitsch. Buono il ricorso a spieghe di tipo tecnico e relative a regia e linguaggio cinematografico (la macchina da presa ad altezza di tatami di Ozu, la profondità di campo di Orson Welles ecc.). Le ultime due puntate sul cinema recente sono le migliori, quelle in cui Cousins osa ed esce dal paradigma. Il cinema italiano? Presente nei suoi passaggi fondamentali: il muto con Pastrone e gli altri, il neorealismo, gli anni Sessanta. Poi zero. L’autore non cita nessun nostro film degli ultimi 25 anni, e vorrà pur dire qualcosa. Molte le cose discutibili, ma in questo genere di operazione è inevitabile. Per dire, si dà un enorme spazio a un autore africano a me sconosciuto, ma si liquidano Bergman e Fellini in poche battute e immagini. Ah, il politicamente corretto e il terzomondismo che mai non muoiono. In questo episodio numero 9 si va a trattare il cinema americano degli anni Settanta, quello che passò sotto il nome di New Hollywood (Altman, Coppola, Scorsese, Ashby e molti altri) e quello delle fabbriche indipendenti che allora cominciarono a proliferare.
Whip It di Drew Barrymore, Paramount Channel, ore 1,00.
Esordio alla regia di Drew Barrymore, corretto ma non travolgente, che va raccontare da-donna-a-donna una storia fin troppo esemplare e didascalica di piccola ribellione femminile. Una teenager rifiuta tutti i cliché piccoloborghesi in cui la si vorrebbe ingabbiare, concorsi di bellezza compresi, per darsi a uno sport di strada su rotelle rude e maschio.
Una 44 Magnum per l’Ispettore Callaghan, Rete4, ore 1,02.
Il secondo film della serie Dirty Harry (da noi chissà perché Ispettore Callaghan) che trasformò Clint Eastwood da star degli spaghetti western in nome da A-list hollywoodiana. Allora, primi anni Settanta, si bollò Eastwood di criptofascismo per i modi spicci e al limite della legalità del suo Harry. Che però, piacesse o meno, sapeva intercettare e interpretare il sentimento popolare di quei tempi come pochi.

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