Due film di Hitchcock stasera in tv: ‘Il caso Paradine’ e ‘Rebecca la prima moglie’ (mart. 21 agosto 2018, tv in chiaro)

Il caso Paradine di Alfred Hitchcock, la7, ore 21,15.
Un courtroom-movie che Alfred Hitchcock girò nel 1947 con protagonista la nostra Alida Valli, in quello che doveva essere e non fu il suo lancio hollywoodiano e planetario. La signora Paradine è accusata di aver ucciso il marito, un anziano militare. Colpevole o innocente? Dark lady o irreprensibile e devota moglie? Alida Valli, magnifica, carica di ambigue ombre centro-europee il suo personaggio e rivaleggia in carisma con Charles Laughton, giudice per niente insensibile al fascino dell’imputata. Mentre l’avvocato difensore è Gregory Peck, in una dei suoi personaggi immacolati e corretti fino all’ingenuità. Film sul dubbio, tema squisitamente hitchcockiano. Prodotto dal David O. Selznick di Via col vento, uno di quei produttori che nei film mettevano le mani, eccome. Ed è uno dei cinque del suo sodalizio con Hitchcock. Completano il fantastico cast l’ambiguo Louis Jourdan, Ann Todd e Ethel Barrymore. Nei credits Alida Valli compare solo come Valli (capiterà a Hollywod qualcosa di simile anche a Anna Maria Pierangeli, trasformata in Pier Angeli). Naturalmente l’ipercitico e autocritico Hitchcock nel libro-intervista con Truffaut lo liquida come un film su commissione e, se ricordo bene, non ha parole buone per Alida Valli. Si sbagliava. Capita anche ai grandi.

Rebecca, la prima moglie di Alfred Hitchcock, la7, ore 23,30.
Classicissimo di Hitchcock, il suo primo film girato a Hollywood (produzione David O. Selznick, il signore di Via col vento). Una casa da incubo, un marito dall’aria ambigua e fortmenete sospettato di omnicidio, una moglie devota e terrorizzata, una governante dall’aspetto sinistro. Su tutto e tutti il ricordo fantasmatico della prima moglie. Meravigliosa Joan Fontaine. Lui è Laurence Olivier, Judith Anderson è la mai dimenticata e poi molto copiata governante, custode delle memorie di casa. Nonostante il regista non lo amasse molto (“Non è un film ‘alla Hitchcock’, era una storia di vecchio tipo, piuttosto demodé”, disse a Truffaut nel mitologico libro-intervista), fu un gran successo. Anche premiato nel 1940 con l’Oscar come migliore film dell’anno (“ma l’Oscar è andato a Selznick, io non ne ho mai ricevuto uno”: sempre Hitchcock a Truffaut). Il modello narrativo della neosposa alle prese con casa maledetta e segreto incorporato, e con minacciosa figura femminile quale vestale del passato, sarà poi ripreso infinite volte al cinema, da Dietro la porta di chiusa di Fritz Lang (1947) fino al recente Crimson Peak di Guillermo del Toro. A dimostrazione della vitalità del film di Hitch, della sua lunga durata nel nostro inconscio di spettatori. A Daphne du Maurier, autrice del romanzo da cui Rebecca è tratto, il regista sarebbe ricorso successivamente anche per Gli uccelli.

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