Venezia 75, il giorno prima. Aspettando l’uomo sulla Luna

Ryan Gosling è ‘The First Man’, il film di apertura

Il Golem

Eccomi a Venezia. Edizione 75. Ufficialmente si comincia domani sera con cerimonia di aperura – assente Mattarella – e proiezione di First Man, il Primo uomo, di quel Damien Chazelle che proprio qui due anni fu folgorato da improvviso successo con La La Land. Stavolta racconta del primo uomo sulla Luna, Neil Armstrong, la sua lunga attesa, anche le paure prima del trionfo. E Ryan Gosling è ancora, come in LLL, il protagonista. Ma stasera, prima della prima, il prefestival, con alle 21,00 lo screening di un classico restaurato dell’espressionismo, Il Golem. In tutta l’area del festival, dentro i palazzi e fuori, imperversano i lavori in corso del the day before, uomini in tuta dappertutto, ancora si stanno stendendo gli ultimi lembi di moquette (di un biondo cammello) nella più che mai bellissima sala stampa al terzo piano del Casinò. E non dite che è vizio solo italiano quello del cantiere aperto fino a pochi secondi dall’apertura, succede lo stesso a Cannes e pure presso la teutonica e si presumerebbe organizzatissima Berlinale. I ragazzi al lavoro tra di loro parlano molte lingue ma non l’italiano (predominano quelle dell’Est), e anche questo un qualcosa  di questa Italia lo racconta, o no? L’impressione è che sarà un Festival – qui però, attenti, bisogna dire Mostra – affollatissimo, più del solito, con più accreditati e più pubblico. Indizi: i biglietti per assistere stasera al Golem restaurato, con partitura musicale eseguita dal vivo, sono stra-esauriti, e non era mai successo gli anni scorsi per il pre-festival. E tutte, dico tutte, le proiezioni di domani sono sold out. Al pianoterra del Casinò dove si rilasciano gli accrediti, file come non se n’erano mai viste. Ci aspetta un festival di code quasi cannensi? Speriamo di no. Intanto clima caldo ma non troppo, e aria tersa. In tutta l’area Casinò e Palazzo del Cinema non trovi, as usual, un caffè aperto, a parte il solito, di cui non faccio il nome ma che tutti conoscono, dalle attese interminabili. Per dirla alla Polanski-Nicholson in Chinatown: che ci vuoi fare, è il Lido.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, Dai festival, festival e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.