Film stasera in tv: ANONIMO VENEZIANO (lunedì 22 ottobre 2018, tv in chiaro)

Anonimo veneziano di Enrico Maria Salerno, Rai 5, ore 22,05. Lunedì 22 ottobre 2018.
Chi se lo ricorda più. Eppure questo lacrima movie che importava da noi, correva l’anno 1971, il binomio amore&malattia (ovviamente ‘inguaribile’) di Love Story squassò allora il nostro box office. Ci si commosse e si pianse –  l’Italia pianse compatta – davanti a Anonimo veneziano, debutto registico di un eccellente e assai amato attore di teatro, cinema, tv come Enrico Maria Salerno (che di lì a qualche mese avrebbe messo a segno un altro clamoroso successo, stavolta come interprete, con La polizia ringrazia, film matrice di ogni successivo poliziottesco). Il quale, sorprendendo tutti, realizzò un prodotto perfetto, popolare ma con evidenti ambizioni alte e mai corrivo e volgare, applicando le regole del melodramma più scatenato al cinema-di-coppia-e-alienazione alla Antonioni. Con uno sfondo che si fa co-protagonista, pieno elemento narrativo, una Venezia al suo apice cinematografico, corrosa e decadente come da cliché tardoromantico, lutulenta e malata con quel senso di sfacelo che le aveva sagomato addosso Thomas Mann. In fondo, anche questo film di Salerno è un Morte a Venezia, raccontando di un musicista della Fenice che, sapendo di essere malato di cancro (allora il male di tutti i mali, il ‘male incurabile’), invita tra calli e campielli la moglie da cui è tempo separato. E che ormai come usa dire si  è rifatta una vita con un altro. Le dirà della malattia, e il loro sarà un ritrovarsi e ri-amarsi e insieme un addio. Meravigliosi Florinda Bolkan e Tony Musante, per niente anonima la regia di Salerno. Una delle carte vincenti di Anonimo veneziano si rivelerà la colonna sonora con la musica barocca e irresistibile dell’Adagio di Benedetto e Alessandro Marcello, destinata a insediarsi stabilmente nella testa degli italiani e nella cultura pop, anche se pochi oggi la collegano al film. E scalò le charts pure la canzone-guida di massimo languore scritta da Stelvio Cipriani. Cameo come locandiera di una leggenda della lirica, il soprano Toti Dal Monte.

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