Film stasera in tv: ‘El Cid’ di Anthony Mann (venerdì 2 novembre 2018, tv in chiaro)

El Cid di Anthony Mann, 7Gold, ore 21,15. Venerdì 2 novembre 2018.
Un mio personale culto. Adoro tutti i kolossal prodotti tra fine anni Cinquanta e primi Sessanta in Spagna (dove le masse e in genere la forza lavoro costavano meno) dal produttore Samuel Bronston, un visionario, che ebbe quella stagione di enorme fortuna e poi declinò e scomparve. Aveva la voglia del cinema grande, grandissimo, con predilezione per il filmone epico & storico in cui si muovono in primo piano personaggi bigger than life e sulle sfondo le masse. Questo El Cid è uno dei suoi vertici, e uno dei suoi massimi successi (gli altri titoli, altrettanto imperdibili, sono Il re dei re, La caduta dell’impero romano – il più bel peplum di sempre – e 55 giorni a Pechino). Vi si racconta del leggendario Rodrigo Díaz de Bivar ‘El Cid’ che nella Spagna dell’Undicesimo secolo ancora in gran parte occupata dai Mori inizia, pur tra ostacoli di ogni genere, l’opera di reconquista cristiana della penisola. Combatte con gli Arabi ma anche tratta con loro se necessario, essendo la mappa geopolitica di quel tempo assai complicata in Spagna, e se la divisione principale era Cristiani di qua e Mori di là, capitava poi che ci fossero alleanze tattiche tra gli uni e gli altri, e che i peggiori nemici magari te li trovassi in casa pronti a colpirti alle spalle. Succede anche al valoroso, limpido El Cid (Charlton Heston, chi se no? l’attore feticcio di Samuel Bronston), promesso sposo di Jimena (Sofia Loren, e già questo), il quale per generosità e clemenza libera un gruppo di mori fatti prigionieri dal padre durante uno scontro. Figuriamoci, malissimo gliene incoglie. Subito dalla corte di Re Ferdinando gli arriva sulla testa l’accusa infamante di tradimento, fomentata soprattutto dalla perfida principessa Urraca (Geneviève Page), innamorato di lui ma da lui disdegnata. Seguiranno altre disavventure per il povero El Cid – soprannome datogli da un moro, ovvero Al Said, signore – fino a un cruento duello che è un’ordalia e che gli ridarà l’onore. Muscolare, poderoso, di ottimi sentimenti, anche ingenuo. Un cinema popolare che non si fa più, che non si può più fare, eppure o proprio per questo meraviglioso. Regia di un transfuga da Hollywood, Anthony Mann, che di lì a poco ritroverà la coppia Charlton Heston-Sofia Loren nel peplum-capolavoro La caduta dell’impero romano.

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