Il film imperdibile stasera in tv: ‘Little Sister’ di Kore-eda Hirozaku (venerdì 2 novembre 2018, tv in chiaro)

Little Sister di Kore-eda Hirozaku,Tv 2000 canale (28 dt), ore 21,15. Venerdì 2 novembre 2018.
show_photo-8Little Sister (Umimachi Diary) di Kore-eda Hirokazu. Con Haruka Ayase, Masami Nagasawa, Kaho, Suzu Hirose, Ryôhei Suzuki.show_photo-2Dal regista Palma d’oro di Un affare di famiglia, un’altra delle sue cronache quotidiane e minime dal Giappone contemporaneo. Storia di tre sorelle che accolgono in casa una quarta, avuta dal padre con un’altra donna. Pudore, rigore, con un che dei family drama di Ozu. Voto 7
show_photo-6Quando lo si vide a Cannes 2015 (in concorso) un po’ si rimase delusi. È che da Kore-eda Hirozaku ci si aspettava qulcoa di piùeclatante, di meno imploso e controllato, che replicasse l’esito del suo Like Father, Like Son (chissà perché distribuito da noi con l’anodino e neanche pertinente titolo Father and Son) il quale, giusto un paio di anni prima, si era preso proprio a Cannes un premio importante. Sorellina non he ha la complessità e le infinite sfumature e neanche la stessa tensione drammatica. Ma a qualche anno di distanza, e dopo aver visto altri film di Kore-eda come il vincitore di Cannes 2018 Una affare di famiglia che l’ha definitivamente consacrato e Ritratto di famiglia con tempesta, questo Little Sister va rivalutato come una delle tappe nella costruzione da parte del suo regista di un romanzo familiare a misura del Giappone contemporaneo. Difatti, storia e cronaca di tre giovani sorelle che accolgono in casa una sorella più giovane avuta dal padre appena defunto con un’altra donna: un film che sembra esangue e fragile all’inizio, ma che poi prende quota. Sicché inevitabilmente si finisce con il voler bene a questo clan tutto femminile che si reinventa e si riconfigura passando nobilmente sopra a dolori e ferite. Di Kore-eda piacciono la pulizia nell’uso della mdp, la trasparenza, il nitore, il pudore e il rispetto con cui entra nella vita dei suoi personaggi. Succede niente e succede di tutto: come in certo cinema di Richard Linklater (After the Midnight, Boyhood), succede la vita. Manca, in tanta pulizia di tratto, almeno qualche graffio, qualche lacerazione evidente. Ogni scossa è bandita. L’accettazione di una sorella non conosciuta, che si presume sia cosa non facile, è qui un processo deprivato di ogni apparente asperità. O forse è quell’impassibilità, sono quei modi de-emotivizzati e austeri della cultura giapponese a non farci cogliere i fremiti nascosti sotto a una patina tanto educata. Evidente nel cinema di Kore-eda, come in quello del conterraneo e quasi coetaneo Kiyoshi Kurosawa, il riferimento ai family drama dell’immenso Ozu, anche se è meglio non inoltrarsi in paragoni che risulterebbero stritolanti. Tratto da una graphic-novel di gran successo in patria.

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