Film stasera in tv: ‘Forza maggiore’ torna su Rai 5 (dom. 18 novembre 2018, tv in chiaro)

Forza maggiore di Ruben Östlund, Rai 5, ore 22,52. Domenica 18 novembre 2018.432428004dda0d1fcf1cd46eaeac1818-700x466-1Forza maggiore (Force Majeure – Turist), un film di Ruben Östlund. Con Johannes Bah Kuhnke, Lisa Loven Kongsli, Clara Wettergren, Vincent Wettergren, Kristofer Hivju, Fanni Metelisu. Svezia/Danimarca/Francia/Norvegia. Presentato a Cannes 2014 a Un certain regard, dove ha vinto il Premio della giuria.
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Il film che ha rivelato pienamente Ruben Östlund (poi Palma d’oro a Cannes 2017 con The Square). Una normale, felice famiglia del profondo Nord in vacanza sciistica sulle Alpi. Ma succederà qualcosa di imprevisto, e tra lui e lei niente sarà più come prima. Sembra Bergman, ma è più Haneke. Con echi della struggle for life darwiniana. Voto 8
Schermata 2014-05-29 alle 16.06.25Film difficile da classificare per la sua originalità ed eccentricità rispetto a molti schemi consolidati e ai generi. Una crisi di coppia, con tortuosità psicologiche e tormenti che inevitabilmente ricordano il gran connazionale del regista Östlund, Ingmar Bergman, immersa però in una cornice di riflessioni neodarwiniane sull’istinto di sopravvivenza, se non proprio sulla struggle for life. Cosa succede di noi in situazioni di emergenza? Come reagiamo? Prevale l’egoismo immediato e cieco oppure l’altruismo? Turist incomincia e parzialmente si sviluppa come un teorema, o, se preferite, come certi esperimenti scientifici di osservazione di comportamenti in condizioni estreme. Quasi l’illustrazione attraverso una storia di certe pagine del Gene egoista di Richard Dawkins. Una esemplare, perfetta famiglia svedese (qual è l’equivalente in Svezia di ‘famiglia mulino bianco’?) – padre, madre, un figlio, una figlia – sono sulle Alpi per una settimana di sci in alta montagna. Tutto è meraviglioso, la vacanza è meravigliosa, la Francia della neve e dei ghiacci è meravigliosa. Ma mentre i felici quattro si trovano sulla terrazza di un ristorante con vista sulle vette, ecco una valanga. ‘Una valanga controllata’ assicura il capofamiglia. Solo che la massa di neve avanza, si avvicina sempre più minacciosamente al ristorante, si ferma solo a pochi metri dopo aver spruzzato di polvere ghiacciata tutti i presenti. Catastrofe evitata per miracolo. Da questo momento tra Tomas e la moglie Ebba niente sarà più come prima. Perché lei rimprovera a lui di essere scappato in quel momento fatale, di avere pensato a salvare la propria pelle fregandosene di lei e dei due figli. Tomas cerca debolmente di difendersi, ma non riesce a fermare la crisi che, dopo quell’accusa di ignavia rivoltagli da Ebba, investe il matrimonio. Ebba non si fida più di lui, non gli crede più né come marito né, tantomeno, come padre. Il film è scandito in episodi che corrispondono ai giorni di vacanza, a sottolineare il tono diaristico, cronachistico, fattuale, fenomenologico, adottato dal regista verso i suoi protagonisti. Diversamente da Bergman, questo film non si addentra più di tanto nei cunicoli mentali di una coppia a dissotterrarne l’inconscio, è piuttosto un referto, la distaccata osservazione di un caso esemplare. Che è poi quanto lo rende così interessante, avvicinandolo – più che alla tradizione del grande cinema scandinavo – a certo cinema fenomenico e glaciale alla Haneke. In controluce, si intravede anche una rilflessione per niente banale sulla virilità oggi, su quel che resta del maschio dopo l’avanzata in occidente negli ultimi decenni del femminile, su come si son ridotti e complessificati e forse denaturati i ruoli maschio-femmina all’interno della coppia e della famiglia.

Il regista svedese Ruben Östlund

Il regista svedese Ruben Östlund

Risultato notevole, questo Forza maggiore, cui Ruben Östlund arriva anche attraverso l’uso del paesaggio alpino, della sua maestosità e immensità (è stato il secondo film alpino di Cannes 2014 insieme al bellissimo, e dai critici sottovalutato, Sils Maria di Olivier Assayas), stando sì sulle facce e i corpi dei suoi protagonisti, ma immergendoli in quel contesto ambientale così prevaricante, trasformandoli in esseri come perduti e dominati dalla natura. Cine-darwinismo. Il limite di Forza maggiore sta nel troppo palese intento dimostrativo, e in una parte seconda meno convincente, come se il regista non ce la facesse a dipanare una vera narrazione oltre la sua brillante idea di partenza (e premessa teorica). Entra in ballo a un certo punto una coppia amica, senza che aggiunga granché alla storia. Ancora meno convince il successivo riscatto di Tomas. Per fortuna nella sequenza finale si recupera il senso di sperdimento, di confusione, di fronte alla natura incombente, si rinnova la scommessa della sopravvivenza in un’altra situazione atipica. E Östlund riesce ancora a inocularci sani dubbi e una sana insicurezza.583997

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