Film stasera in tv: ‘Cristo si è fermato a Eboli’ di Francesco Rosi (lunedì 19 novembre 2018, tv in chiaro)

Cristo si è fermato a Eboli di Francesco Rosi, Rai5, ore 22,13. Lunedì 19 novembre 2018.
Era inevitabile che prima o poi avvenisse l’incontro di Francesco Rosi, re del nostro cinema cosiddetto civile, con il libro di altrettanto impegno civile di Carlo Levi. Uno di quei testi con un titolo così famoso e proverbiale da oscurare contenuti e racconto. Anche, uno di quei libri che son diventate una lettura d’obbligo e di peso per ogni studente in vista degli esami, un pilastro insomma del canone letterario scolastico-liceale degli ultimi decenni. Difficile, con Cristo si è fermato a Eboli, andare oltre le convenzioni e la patina di virtuosa santità laica che gli si è incrostata sopra e riscoprirne il nucleo vitale e sempre attuale. Che è poi l’incontro-scontro un’altra volta di un piemontese laico-razionalista con il Sud profondissimo contadino, ancora intriso di visioni magico-pagane, irriducibile a ogni nordica pretesa di redenzione e ‘civilizzazione’. Scritto da Carlo Levi ricordando i suoi due anni di confino comminatigli per antifascismo nel 1935-36 in un villaggio della Lucania, Cristo si è fermato a Eboli (a indicare il limite dove appunto ogni possibile tentativo di redenzione e riscatto del Sud si è arenato) è anche il diario di un uomo dalla visione social-progressista che si ritrova in un mondo estraneo e per molti versi inimmaginabile e refrattario al cambiamento. Francesco Rosi ne trae nel 1979 questo film, un po’ in ritardo sulla stagione d’oro del cinema politico italiano, quella tra anni Sessanta e Settanta, quando ormai il pubblico e la stessa sensibilità collettiva stavano abbandonando i lidi dell’engagement per abbracciare l’incipiente edonismo massificato. La dimensione di stupore e curiosità di Carlo Levi verso quel mondo come fuori dal tempo non trova riscontro nel film, che privilegia più i temi della denuncia e dell’indignazione di fronte alle diseguaglianze sociali e alle arretratezze. Protagonista, nella parte del medico alter-ego di Levi, è ovviamente Gianmaria Volontè, che fu in quell’era la faccia, la voce, il corpo, la carne del cinema italiano civile. Con lui Irene Papas (ove c’è anima mediterranea, ivi c’è Papas), Alain Cuny, Paolo Bonacelli, Lea Massari. Non è questo il cinema che amo, ma Cristo si è fermato a Eboli merita rispetto.

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