Spartacus di Stanley Kubrick, Focus (canale 35 dt), ore 23,38.
Un film del 1960 in cui Kubrick rilegge e reinventa il genere peplum, raccontando con un realismo mai visto prima, con una muscolarità visiva e narrativa che satura lo schermo e sembra farlo esplodere, la rivolta dello schiavo che osò mettersi contro Roma. Un kolossal dalla visione ribellistico-anarco-socialisteggiante (derivata da un libro ormai classico di Howard Fast) che ha lasciato il segno nel cinema, e non solo. Kirk Douglas mostra i muscoli tirati a lucido e giganteggia e titaneggia nella parte di Spartaco, lo schiavo ribelle che fece vacillare Roma. Accanto a lui Tony Curtis, nella sua migliore interpretazione di sempre insieme a quella di A qualcuno piace caldo (e si alluse parecchio allora ai sottintesi omoerotici che il suo personaggio si portava dietro). Con Laurence Olivier e Jean Simmons. Screenplay del blacklisted Dalton Trumbo, che qui dopo anni e anni di ostracismo e lavoro clandestino torna a firmare ufficialmente le sue sceneggiature (e, come s’è visto nel biopic Trumbo, a volerlo fortissimamente era stato Kirk Douglas, anche produttore del film). Richiami politici evidentissimi, del resto Spartacus era sempre stato una delle icone dei movimenti rivoluzionari dalla fine Ottocento in poi, e s’era chiamata spartachista l’insurrezione berlinese di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht. Qualcosa del ribellismo e dell’antischiavismo di questo Spartacus è arrivato fino al Django Unchained di Tarantino.
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